29 agosto 2025
Aggiornato 16:00
All'indomani dell'operazione militare contro la città

A Daraa è ancora guerra, ma prime voci di diserzioni

Entrati rinforzi dell'esercito, «cecchini su una moschea»

DARAA - Ancora una giornata di guerra a Daraa, all'indomani dell'operazione militare contro la città epicentro della contestazione al regime di Bashar al Assad: testimoni sul posto hanno descritto oggi una città in preda ai cecchini, anche se cominciano a circolare voci su alcune diserzioni nell'esercito.

«Gli spari contro gli abitanti continuano», ha indicato un attivista per i diritti umani, Abdallah Abazid. «Nuovi rinforzi delle forze di sicurezza e dell'esercito sono entrati a Daraa», ha indicato Abazid, «c'è un carro armato sulla piazza Kaziet al-Balad, nel centro». Secondo l'attivista, «la moschea Abu Bakr Assidiq è bersaglio di fuoco intensivo, un cecchino è piazzato sulla moschea Bilal al-Habachi». I punti di accesso alla città sono bloccati da carri e barricate, ma secondo l'attivista, alcuni soldati della quinta divisione hanno disertato e si sono uniti a noi» contro l'esercito fedele al regime.

Abazid ha aggiunto che oggi le forze di sicurezza hanno circondato l'abitazione del mufti di Daraa, che sabato si era dimesso per protestare contro la repressione, «ma il mufti non era in casa».

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno ordinato ieri sera alle famiglie dei diplomatici e al personale non essenziale della loro ambasciata di Damasco di lasciare la Siria, a causa «dell'instabilità e della situazione incerta» che regna nel Paese.

Ieri migliaia di soldati con blindati e carri armati hanno preso d'assalto la città, 100 km a sud di Damasco, uccidendo almeno 25 persone. Le autorità siriane, che accusano «bande di criminali armati» di organizzare le manifestazioni, sostengono che l'esercito sia entrato a Daraa su richiesta della popolazione per «farla finita con i gruppi terroristi».

La repressione delle proteste contro il regime siriano di Assad, iniziate a metà marzo, ha provocato finora almeno 400 morti, secondo le stime degli attivisti antiregime.