22 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Crisi yemenita

Governo di unità nazionale, poi le dimissioni di Saleh

L'opposizione al presidente: «Amnistia in cambio di un passo indietro»

SAN'A - Il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) - che ha offerto la sua mediazione nella crisi yemenita - ha proposto al presidente Ali Abdullah Saleh, molto contestato dalla popolazione, di dimettersi 30 giorni dopo la formazione di un governo di unità nazionale. Lo ha indicato una fonte del governo yemenita.

La proposta del Ccg - un'organizzazione che riunisce sei Stati arabi del Golfo Persico, ovvero Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar - segue l'offerta dell'opposizione yemenita al presidente di rassegnare le proprie dimissioni entro i prossimi trenta giorni, con la garanzia di non essere portato davanti a un tribunale.

Qualora accettasse l'offerta, Saleh dovrebbe immediatamente cedere i poteri al suo vicepresidente per un periodo di un mese, al termine del quale rassegnerebbe formalmente le dimissioni: la presidenza verrebbe assunta ad interim dal suo vice per i successivi due mesi, il tempo necessario per organizzare delle nuove elezioni.

Saleh, al potere da 32 anni e il cui mandato scade nel 2013, ha ribadito ieri di voler continuare a «resistere». «Coloro che vogliono il potere si rimettano al responso delle urne: ogni cambiamento non può che avvenire attraverso il voto e nel quadro della legittimità costituzionale».