18 settembre 2021
Aggiornato 15:30
Crisi libica

Al via il summit Nato. Gheddafi attacca Misurata

Il Sottosegretario USA Clinton: «Sosterremo l'operazione finché Gheddafi non andrà via»

BERLINO - Con l'anticipazione del discorso del segretario di Stato Usa Clinton che promette il massimo sostegno all'operazione «Unified Protector» si apre il summit Nato di Berlino mentre in Libia le forze legate a Gheddafi tornano a bersagliare il porto di Misurata.
Gli Stati Uniti «sosterranno con forza» l'operazione Unified Protector della Nato in Libia fino a quando Muammar Gheddafi non lascerà il potere, ha detto la Clinton. «Nuove voci in Libia, come altrove, si sono unite all'appello perché Gheddafi se ne vada» ha dichiarato Clinton. «Per quanto ci riguarda, gli Stati Uniti sono impegnati nella nostra operazione comune» in Libia e «sosterremo con forza la coalizione» sotto comando Nato, fino a quando il lavoro sarà «terminato» ha aggiunto.

Francia e Regno Unito insistono perché gli alleati Nato partecipino più attivamente alle operazioni aeree in corso. Ma fonti americane di alto livello hanno cercato di minimizzare sui dissensi in seno all'Alleanza, affermando che i comandanti militari non hanno ancora richiesto rinforzi. «Non penso che ci sia una divisione» ha affermato questo membro della delegazione americana sotto anonimato.

Altro tema in discussione a Berlino la possibilità di rifornire con armi i ribelli. Secondo un portavoce degli insorti, Mahmoud Shammam, che ha parlato da Doha, il Consiglio Nazionale di Transizione libico potrebbe chiedere a determinati Paesi della coalizione internazionale delle forniture di armi «difensive» per la difesa della popolazione civile. Tuttavia, Shammam ha escluso che il Cnt possa acquistare armi grazie al nuovo fondo, assicurando che le risorse verranno usate per rispondere alle «necessità di base del popolo libico».

Sul terreno, prosegue il dramma di Misurata, ormai allo stremo dopo tre settimane di assedio. Un nuovo attacco dei lealisti contro il porto della città ha fatto almeno 13 morti, tra cui quattro egiziani. Proprio al porto di Misurata è giunta oggi una seconda nave organizzata dalla Croce rossa francese . La nave ha consentito anche l' evacuazione da Misurata di una serie di espatriati ucraini ma a misurata rimangono ancora migliaia di stranieri (in massima parte africani).