Africa, ogni giorno 1.000 bambini contraggono Hiv dalla madre
Appello dell'Unicef: «Aumentare gli interventi per avere una generazione libera da Aids». Unaids: «Dobbiamo eliminare trasmissione madre-figlio entro 2105»
ROMA - Una generazione libera dall'Aids è possibile, ma la comunità internazionale deve aumentare gli interventi per fornire accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti e alla protezione sociale per l'Hiv. E' quanto si legge nel documento 'Bambini e Aids: quinto rapporto di aggiornamento' realizzato da Unicef, Oms, Unfpa, Unesco e Unaids.
«Per ottenere l'obiettivo di una generazione libera dall'Aids dobbiamo fare di più per raggiungere le comunità più colpite. Ogni giorno, circa 1.000 bambini in Africa sub-sahariana contraggono l'Hiv attraverso la trasmissione da madre a figlio», dice Anthony Lake, Direttore generale dell'Unicef.
Nei paesi a basso e medio reddito, nel 2009 il 53% delle donne in gravidanza sieropositive ha ricevuto farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione da madre a figlio dell'Hiv, rispetto al 45% nel 2008. Uno dei progressi più significativi si è ottenuto in Africa orientale e meridionale, scrive l'Unicef in un comunicato, dove tale percentuale è salita di 10 punti, dal 58% del 2008 al 68% del 2009.
L'Aids è ancora una delle maggiori cause di mortalità tra le donne in età riproduttiva a livello globale e una delle maggiori cause di mortalità materna nei paesi dove l'epidemia è generalizzata. In Africa Sub-sahariana, il 9% della mortalità materna è riconducibile all'Hiv e Aids.
«Ogni anno circa 370.000 bambini nascono con l'Hiv. Ognuna di queste infezioni si può prevenire», afferma Michel Sidibé, Direttore generale di Unaids. «Dobbiamo fermare le morti delle madri e i contagi dei bambini. Ecco perché ho posto l'obiettivo dell'eliminazione virtuale della trasmissione da madre a figlio dell'Hiv entro il 2015».
Nei paesi a basso e medio reddito, il numero dei bambini sotto i 15 anni che ricevono i trattamenti con antiretrovirali è salito da 275.300 nel 2008 a 356.400 nel 2009, pari al 20% del 1,27 milione di bambini che ne hanno bisogno. I neonati sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell'Hiv e per questo si è resa urgente una campagna globale per la diagnosi tempestiva tra i neonati. La disponibilità dei servizi per la diagnosi tempestiva è cresciuta significativamente in molti paesi, mentre a livello globale rimane ancora bassa (circa il 6% nel 2009). Senza le cure, circa la metà dei bambini sieropositivi muore prima del secondo anno di età.
In molte parti del mondo i nuovi contagi da HIV stanno diminuendo o stabilizzandosi. Nel 2001 circa 5, 7 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni erano sieropositivi. Nel 2009 il numero si è ridotto a 5 milioni. Tuttavia in nove paesi, tutti in Africa meridionale, circa uno giovane su 20 è sieropositivo. Le giovani donne ancora portano sulle proprie spalle il peso maggiore dei contagi e in molti paesi le donne corrono il rischio di contagio più alto prima dei 25 anni. A livello mondiale oltre il 60% di tutti i giovani sieropositivi sono donne. In Africa Sub-sahariana tale percentuale raggiunge il 70%.
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