Israele e ANP, «negoziati diretti il più presto possibile»
Il comunicato della Casa Bianca dopo un colloquio telefonico fra Obama e Cameron
WASHINGTON - Israeliani e palestinesi devono passare alla fase dei colloqui diretti «il più presto possibile»: è quanto si legge in un comunicato della Casa Bianca, diffuso al termine di un colloquio telefonico fra il presidente Barack Obama ed il premier britannico David Cameron.
I negoziati indiretti fra Anp e Israele - condotti attualmente con la mediazione statunitense - sono ripresi il 9 maggio scorso: i colloqui dovrebbero durare quattro mesi e riguardare tutte le questioni relative allo status finale dello Stato palestinese, tra le quali la demarcazione delle frontiere, così come le garanzie di sicurezza per lo Stato ebraico.
NEGOZIATI DIRETTI - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva recentemente reso noto che le trattative dirette potrebbero iniziare entro metà agosto: il presidente dell'Anp Abu Mazen ha tuttavia recentemente definito «inutile» la ripresa dei negoziati diretti, dato che a suo parere ciò che sembra offrire Netanyahu è la volontà di riprendere le trattative da zero: l'Anp vuole invece il rispetto degli accordi raggiunti con il precedente esecutivo di Ehud Olmert, oltre al congelamento delle attività edilizie negli insediamenti cisgiordani e a Gerusalemme Est, condizioni che lo Stato ebraico ha finora rifiutato.
Abu Mazen deve fare fronte però proprio alle insistenze della Casa Bianca per un cambio di passo nei negoziati: secondo un rapporto interno dell'Anp l'inviato speciale statunitense George Mitchell avrebbe chiesto al Presidente palestinese di passare alle trattative dirette con lo Stato ebraico; il documento sottolinea tuttavia che rinunciare alle garanzie e alle condizioni poste dallo stesso Abu Mazen per aprire un negoziato faccia a faccia costituirebbe un «suicidio politico».
LEGA ARABA - La Lega araba da parte sua ha dato il via libera ai negoziati diretti, precisando tuttavia che spetta a quest'ultima stabilire i tempi per il passaggio alle trattative bilaterali. In una lettera indirizzata all'Amministrazione Obama i Ministri della Lega hanno poi sottolineato come debbano sussistere tre condizioni per un avvio dei negoziati diretti: innanzitutto, si dovrà trattare della «fase finale» del processo di pace, dovrà esistere una chiara tabella di marcia per i colloqui e dovranno venire creati degli adeguati meccanismi di controllo e verifica degli accordi.