7 giugno 2020
Aggiornato 03:00
Medio Oriente

Obama: cambiare la nostra linea a Gaza

Il presidente USA ha incontrato Abu Mazen alla Casa Bianca. Dagli USA aiuti per 400 mln dollari

WASHINGTON - Al termine del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente palestinese Abu Mazen, il presidente americano Barack Obama ha detto che la Situazione nella Striscia di Gaza è «insostenibile», sottolineando la necessità di un nuovo approccio nei confronti del territorio, sottoposto dal 2007 a un blocco israeliano.

Obama ha anche annunciato che gli Usa forniranno ai palestinesi aiuti addizionali per 400 milioni di dollari, e ha auspicato inoltre che Israele si conformi ai criteri stabiliti dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu nell'inchiesta sul blitz compiuto la scorsa settimana dalle sue forze di sicurezza contro la 'Freedom Flotilla' diretta a Gaza.

Secondo il presidente Usa, ci saranno «progressi significativi» nel processo di pace nei prossimi mesi se israeliani e palestinesi si impegneranno nei colloqui indiretti, avviati recentemente sotto la mediazione di Washington. «Entrambe le parti devono creare un clima favorevole che porti a una svolta», ha detto Obama, ribadendo che gli israeliani dovranno fermare le costruzioni negli insediamenti, mentre i palestinesi dovranno fare progressi sul terreno della sicurezza.

«Continueremo a lavorare fianco a fianco con voi e con i palestinesi», ha affermato il presidente Usa rivolgendosi ad Abu Mazen. L'incontro di oggi si è svolto a poco più di una settimana dal blitz israeliano contro la nave Mavi Marmara, in cui hanno perso la vita nove turchi. Quell'incidente è stato «una tragedia», ha commentato Obama, aggiungendo che è necessario «un nuovo schema» per Gaza. Israele ha imposto i blocco sulla Striscia dopo che il gruppo integralista Hamas ha preso il potere con un golpe, estromettendo l'Autorità Palestinese.

Abu Mazen da parte sua ha richiesto la «fine dell'assedio israeliano alla popolazione palestinese» della Striscia. «Ciò che ci interessa di più - ha aggiunto - è convivere (in pace) con Israele».

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