21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Disastro ambientale nel Golfo del Messico

L'amministratore delegato della Bp ammette errori

Hayward al Guardian: «Temo che il mio posto sia a rischio. Risolveremo la situazione, ma il problema è stabilire quando»

NEW YORK - Per la prima volta uno dei vertici della British Petroleum, l'amministratore delegato Tony Hayward ha ammesso che sono stati commessi degli errori sulla piattaforma Deepwater Horizon poco prima che esplodesse il 20 aprile. In un'intervista concessa al Guardian dalla sede di Houston di Bp, l'ad ha anche detto che il suo posto all'interno della compagnia petrolifera britannica è a rischio dopo il disastro ambientale causato dalla piattaforma collassata.

Come se non bastasse Hayward ha anche spiegato come i solventi chimici utilizzati per tenere sotto controllo la macchia di petrolio siano letteralmente una goccia nel mare con scarso effetto: «Il Golfo del Messico è un oceano molto grande. La quantità di solventi utilizzati è minima rispetto al volume totale dell'acqua». Hayward ha promesso che la Bp rimedierà al disastro che sta ormai diventando peggiore di quello causato dalla petroliera Exxon Valdez in Alaska nel 1989. «Lo risolveremo - ha detto - Il problema è stabilire quando».
La Bp sta costruendo un nuovo pozzo che dovrebbe riuscire a risolvere la situazione ma non sarà attivo prima di tre mesi. Nel frattempo sta passando in rassegna diverse soluzioni a breve termine. L'ultima è stata una cupola di cemento da 100 tonnellate che sarebbe dovuta essere posizionata la scorsa settimana sopra la falla da cui escono 5mila barili di greggio al giorno. Purtroppo il tentativo è fallito e ora si sta cercando di installare una seconda cupola più piccola.
Per Hayward l'incidente appena avvenuto non fermerà le trivellazioni petrolifere offshore: «L'Apollo 13 (la sfortunata terza missione sulla Luna nel 1970), non bloccò le esplorazioni spaziali».