Teheran dice sì all'acquisto o allo scambio del combustibile
Anche in un'unica soluzione, ma lo scambio deve avvenire sul territorio iraniano
VIENNA - L'Iran è pronto ad acquistare dell'uranio arricchito per il suo reattore di ricerca di Teheran o a scambiare le proprie riserve di uranio: è quanto si legge in una lettera inviata dall'Ambasciatore iraniano presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Ali Asghar Soltanieh. «Vorrei informare l'Agenzia, in nome del mio governo, che la Repubblica Islamica cerca ancora di acquistare del combustibile nucleare», si legge nella lettera, datata 18 febbraio e indirizzata al Direttore generale dell'Aiea, Yukiya Amano.
«Se tuttavia l'Agenzia non è capace di rispettare i propri obblighi (di garantire la fornitura di combustibile ai Paesi membri del Trattato di non Proliferazione, ndr) allora l'Iran è pronto a scambiare l'uranio debolmente arricchito dell'impianto di Natanz con del combustibile nucleare, in modo simultaneo in un'unica soluzione o gradualmente, sul territorio della Repubblica Islamica», conclude la lettera.
L'Iran ha ieri reso nota l'intenzione di costruire due nuovi impianti per l'arricchimento dell'uranio a partire dal prossimo anno del calendario persiano, cioè dal 21 marzo; i due nuovi impianti dovrebbero avere una capacità pari a quella di Natanz, il quale può ospitare 50mila centrifughe, e saranno costruiti «nel cuore della montagne per essere protette da qualsiasi tipo di attacco».
Teheran ha infatti deciso di portare al 20% il grado di arricchimento dell'uranio di cui dispone, non sufficiente per un uso bellico ma ritenuto necessario per scopi di ricerca: le autorità iraniane hanno giustificato la propria decisione con il blocco dei colloqui con i 5+1 per lo scambio di uranio arricchito con combustibile nucleare.
L'Iran ha alternato atteggiamenti concilianti con la linea dura nel corso dei negoziati, dopo aver inizialmente accettato l'ipotesi dello scambio proposta dall'Aiea. Il principale ostacolo a un accordo è la richiesta avanzata fino ad ora da Teheran di non consegnare in un'unica soluzione l'intero stock di uranio ad arricchire al 20% - destinato al reattore di ricerca di Teheran - ma di procedere ad uno scambio graduale; i Sei Paesi hanno da parte loro minacciato di ricorrere a delle nuove sanzioni in seno al Consiglio di Sicurezza se Teheran non accetterà l'accordo nei termini già definiti dall'Aiea, che prevede che lo scambio venga effettuato all'estero.
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