19 giugno 2021
Aggiornato 05:30
«Per le sanzioni si può fare di più»

Iran, il pressing Usa sugli alleati

L'appello di Gates: «siamo delusi da Teheran». La Russa: «no ad opzione militare»

ROMA - Teheran ha «molto deluso» le aspettative degli Occidentali per un accordo sul nucleare iraniano e gli Stati Uniti non nascondo la loro insoddisfazione: «occorre restare uniti e fare di più» per costringere l'Iran a un'intesa soddisfacente per tutte le parti, è stato l'appello del capo del Pentagono Robert Gates, da ieri in Italia. Un appello raccolto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, che incontrando il suo omologo Usa a Roma, ha concordato sulla necessità di «non lasciare nulla di intentato per convincere il governo iraniano a desistere dall'escalation che sta mettendo in campo nei rapporti internazionali». Solo «l'opzione militare è esclusa», ha precisato La Russa e «non è stata presa minimamente in considerazione».

Nuove sanzioni - Il pressing Usa sugli alleati si è fatto serrato nelle ultime settimane, ora che la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu è passata dalla Cina, tradizionalmente contraria a nuove sanzioni contro Teheran, alla Francia che spinge invece per un loro rafforzamento. E mentre da Teheran è arrivata la notizia che Mahmoud Ahmadinejad ha chiesto all'Organizzazione iraniana dell'energia atomica (Oiea) di «avviare la produzione di uranio arricchito al 20 per cento», Gates ha ricordato che «la comunità internazionale ha offerto molteplici possibilità all'Iran di rassicurare sulle sue intenzioni riguardo al programma nucleare, ma i risultati sono stati molto deludenti».

Di qui, l'invito di Gates all'unità: «Se la comunità internazionale rimane unita, allora c'è la possibilità che le pressioni e le sanzioni abbiano l'effetto desiderato. Ma dobbiamo davvero lavorare insieme», ha detto, ricordando che la politica dei Paesi del gruppo 5+1, che sta negoziando con l'Iran, «è sempre stata quella del doppio binario, ovvero la possibilità di un accordo diplomatico e il sostegno a nuove pressioni» che dovranno però interessare solo «il governo iraniano e non la popolazione che sta già soffrendo troppo».

Opzione militare - Da parte sua, La Russa ha ricordato «la possibilità che questa escalation iraniana possa portare a un maggiore pericolo per l'equilibrio internazionale». Con gli Stati Uniti concordiamo «sulla necessità di usare ogni mezzo lecito per frenare ogni escalation di aggressività di quella nazione», ha insistito La Russa riferendosi all'Iran. «E dunque vogliamo mettere in campo tutti gli strumenti perché non si arrivi mai» all'opzione militare, ha commentato.