20 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Firma storica a Zurigo

Turchia-Armenia: accordo storico dopo anni di gelo

Normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi. L'intesa ha rischiato di saltare per contrasti su dichiarazioni finali

ZURIGO - La Turchia e l'Armenia hanno firmato, oggi a Zurigo, uno storico accordo di normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi, dopo anni di gelo. L'intesa, che ha rischiato di saltare per contrasti sulle dichiarazioni finali delle due delegazioni, prevede tra l'altro la ripresa delle relazioni diplomatiche e prelude all'apertura del confine.

Alla cerimonia, organizzata all'Università di Zurigo, era presente anche il segretario di Stato Usa, Hilary Clinton, l'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Javier Solana, il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner.

La schiarita, che ha portato alla firma di oggi, è maturata poche settimane fa dopo un intenso dialogo tra i due Paesi.

Turchia e Armenia sono stati e sono ancora divisi dal mancato riconoscimento da parte di Ankara del genocidio armeno e dal conflitto congelato dell'enclave armena in territorio azero del Nagorno Karabak, in cui la Turchia ha appoggiato da sempre l'alleato azero, chiudendo nel 1993 le porte delle frontiere agli armeni.

Un contributo al riavvicinamento di Ankara e Erevan è arrivato inaspettatamente nei mesi scorsi dallo sport. Il presidente turco Abdullah Gul si è recato nel settembre 2008 a Erevan in una visita dai toni storici per il match di qualificazione per i Mondiali di calcio del 2010, tra le due nazionali. Adesso si attende che il capo di stato armeno Serge Sarkisian ricambi la visita il prossimo 14 ottobre per il ritorno della partita ad Ankara.

Per entrare in vigore i protocolli dovranno essere ratificati dai due Parlamenti. Questa fase, nonostante i governi detengano una larga maggioranza in aula, potrebbe impiegare più tempo del previsto a causa dell'ostilità dell'opposizione dei due Paesi all'accordo. Il riconoscimento del genocidio armeno è il cuore del dibattito. Secondo Erevan tra il 1915 e il 1917 un milione di armeni, percepiti come minaccia per la sicurezza dell'Impero Ottomano, vennero uccisi sistematicamente. Ankara, però, non riconosce il termine genocidio e ha da sempre negato il fatto storico così come viene riportato dall'Armenia. A peggiorare i rapporti tra i due Paesi negli anni Novanta ha contribuito il conflitto del Nagorno Karabakh, in seguito al quale la Turchia ha chiuso la frontiera come segno di appoggio a Baku.