4 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Voto anticipato in Grecia

Caramanlis si gioca il tutto per tutto

Lo affermano gli analisti dopo annuncio voto anticipato

ATENE - Il Primo ministro greco Costas Caramanlis e capo del partito di destra al potere si gioca il tutto per tutto convocando a metà mandato elezioni anticipate in un momento in cui è al minimo nei sondaggi, sostengono gli analisti.

Dopo diversi mesi di critiche da parte dell'opposizione socialista per una serie di scandali di corruzione e per il degrado delle finanze pubbliche provocati dalla crisi, Caramanlis ha ceduto alle pressioni e ieri sera ha chiamato gli elettori greci alle urne sostenendo «la necessità» di adottare misure per sanare l'economia.

E' un grande rischio politico per Caramanlis a soli due anni dall'inizio del suo secondo mandato» nel settembre 2007, ha dichiarato all'Afp l'economista e professore Georges Pagoulatos.

«Le finanze pubbliche sono considerevolmente ridotte, il prestito è salito a 60 miliardi di euro, c'è un vero problema di liquidità e il governo non riesce a mettere a punto il budget del 2010», aggiunge il professore.

Con un deficit pubblico del 5,7% atteso nel 2010, secondo le previsioni europee, e un debito di più del 100% del Pil, la Grecia è sotto pressione da parte dell'Unione europea e del Fonso monetario internazionale (Fmi) affinché «non tardi» ad adottare delle riforme strutturali.

I sindacati hanno già annunciato una forte mobilitazione e la destra dovrebbe dunque ancora incassare dei colpi», commenta l'analista politico Thomas Gerakis.

La Nuova Democrazia di Caramanlis, che ha una maggioranza di un solo deputato (151 su 300), aveva già subito un grande calo di popolarità a seguito dei moti urbani del dicembre 2008 dopo la morte di un giovane in un diverbio con la polizia. Dando prova di tenacia, Caramanlis, centrista convinto di 52 anni e capo del suo partito dal 1997, aveva proceduto ad un rimpasto di governo per infondergli nuovo slancio.

Ma il dilemma delle elezioni preoccupava la destra, soprattutto dopo che il partito socialista, Pasok, aveva minacciato, in occasione della scadenza del mandato del presidente della Repubblica, Carolos Papoulias nel marzo 2010, di non consentire ad un presidente dei compromessi, come aveva fatto nel 2005.

In virtù della Costituzione, il presidente deve raccogliere i voti di 200 dei 300 deputati del Parlamento per evitare il voto anticipato.

Approfittando per la prima volta da diversi anni di un vantaggio dal 4 al 6% rispetto alla destra, soprattutto dopo i recenti e devastanti incendi nella regione di Atene, Pasok si è detto pronto a prendere le redini del Paese. «Il governo è crollato davanti all'impasse che lui stesso aveva creato», ha dichiarato ieri il leader di Pasok, Georges Papandreou, subito dopo l'annuncio delle elezioni anticipate, invitando i greci «ad una nuova partenza».

La stampa locale d'opposizione oggi plaudeva alla decisione di Caramanlis. «Ho fallito, ma rivotate per me», sottolineava in prima pagina il grande quotidiano socialista Ta Nea mentre Eleftherotypia (sinistra) titolava «Fuga dopo il naufragio».

Il neo liberal Kathimerini si domandava perché «Caramanlis non ha preso le decisioni necessarie (sull'economia) quando aveva una forte maggioranza».

Ma, a seguito di una recente riforma della legge elettorale, il Paese rischia di attraversare un periodo «di instabilità politica», secondo gli analisti. «Non è certo che dalle elezioni esca una maggioranza e il vincitore dovrà forse mettere in conto di formare un governo minoritario o una coalizione alla tedesca, tutte eventualità che non si sono mai viste nella vita politica greca», spiega un alto diplomatico europeo.