17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Spazio europeo della ricerca

Potocnik: Il SER deve essere aperto al mondo

Potocnik ha fatto questa dichiarazione al lancio di una nuova strategia europea per la cooperazione internazionale in campo scientifico e tecnologico

L'UE e i suoi Stati membri devono «trasformare il labirinto della ricerca europea in uno Spazio europeo della ricerca aperto al mondo, attirando le menti migliori e contribuendo ad affrontare le sfide globali», ha detto Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca. Potocnik ha fatto questa dichiarazione al lancio di una nuova strategia europea per la cooperazione internazionale in campo scientifico e tecnologico.

La stategia si pone due obiettivi che comprendono: l'integrazone dei vicini dell'Europa nello Spazio europeo della ricerca (SER) e la promozione della cooperazione nei campi strategici con altri importanti paesi partner del resto del mondo, e migliorare le condizioni generali per la cooperazione internazionale in campo scientifico e tecnologico.

Il documtento mette in evidenza l'importanza delle attività di cooperazione internazionali a livello degli Stati membro e dell'UE. «Le sfide globali richiedono risposte globali. Il campo in cui questo risulta più evidente è quello della scienza,» ha affermato Potocnik. «I nostri partner internazionali sono attratti dall'Europa come modello di integrazione regionale, ma quando cercano di passare alla cooperazione concreta, si trovano ad affrontare una miriade di agenti governativi e priorità di ricerca.»

Stando alla strategia, se l'Europa mira a diventare il partner di ricerca di prima scelta a livello internazionale, deve dimostrare di possedere finanziamenti adeguati e competitivi, infrastrutture di prim'ordine, grande mobilità dei ricercatori e norme appropriate sui diritti di proprietà intellettuale.

La strategia mette in evidenza l'importanza dell'apertura del SER al resto del mondo. Fa notare che molti dei vicini dell'Europa sono ormai completamente associati al Settimo programma quadro (7°PQ), ovvero che i loro ricercatori possono concorrere per ottenere i finanziamenti, a parità dei ricercatori degli Stati membri dell'UE.

Gli accordi bilaterali in campo scientifico e tecnologico sono uno strumento importante per rafforzare i legami con i paesi che un giorno potrebbero essere interessati a diventare membri a tutti gli effetti dei programmi quadro. Inoltre, la Commissione raccomanda che, attraverso questi accordi, siano fatti più sforzi per fornire un accesso reciproco ai fondi di ricerca. La strategia avanza anche la possibilità di un approccio regionale alla cooperazione internazionale, che potrebbe implicare la collaborazione ad iniziative congiunte con organi come l'ASEAN (Associazione delle nazioni dell'Asia sudorientale) o l'Unione africana.

Una parte importante della strategia riguarda le infrastrutture di ricerca. L'ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures) ha contribuito all'istaurarsi di un dibattito sulle infrastrutture di livello mondiale che saranno necessarie nei prossimi anni, e sono già partiti i progetti per trasformare molte di queste strutture in realtà. Ciononostante, secondo la strategia, è necessario un approccio più organico per lo sviluppo di strutture di ricerca globali.

Un'altra parte della strategia riguarda le questioni legate alla mobilità dei ricercatori. Nella strategia si legge: «È fondamentale che i ricercatori impegnati a lavorare in Paesi terzi rimangano comunque a far parte del SER.» Inoltre, i ricercatori dei paesi in via di sviluppo che vengono in Europa dovrebbero essere incoraggiati [b1] a contribuire allo sviluppo del proprio paese.

La strategia da anche grande importanza alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). L'Europa è già un importante esportatore in questo settore, ma rimane ancora molto da fare per rafforzare questa posizione.

«In una realtà dove le telecomunicazioni, Internet, la telefonia mobile e la televisione hanno un impatto crescente sulla nostra vita e sull'economia europea, è assolutamente urgente migliorare l'efficacia dell'azione internazionale dell'UE nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione,» ha detto Viviane Reding, commissario europeo per la Società dell'informazione e dei media.

«Se l'Europa vuole mantenere la sua posizione di leader mondiale nella scienza e nella ricerca, dobbiamo trovare i modi più efficienti per collaborare nell'ambito dell'UE e per trasformare la nostra volontà di collaborare con i nostri partner nel mondo (in azione) tenendo presenti le nostre priorità.»

Questa strategia di cooperazione internazionale è l'ultima di una serie di cinque iniziative avviate quest'anno dalla Commissione con lo scopo di rafforzare il SER. Le altre riguardano la gestione della proprietà intellettuale da organizzazioni di ricerca pubbliche, la promozione delle carriere e della mobilità dei ricercatori, le infrastutture di ricerca e l'incoraggiamento della cooperazione tra i programmi di ricerca nazionali.