22 maggio 2022
Aggiornato 17:00
Economia di guerra

Ucraina, l'FMI stima un crollo del Pil del 10% nel 2022 (ma non esclude tracollo del 25-35%)

Grave crisi umanitaria ed economica, necessità potrebbero aumentare. Sempre secondo le stime diffuse, l'inflazione quest'anno decollerà al 22,6% in Ucraina, dal 9,4% del 2021

Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky
Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky Foto: Sputnik

L'invasione militare russa ha innescato «una grave crisi umanitaria e economica» in Ucraina, dove «la tragica perdita di vite, i massicci flussi di rifugiati e l'immensa distruzione di infrastrutture e capacità produttive sta causando gravi sofferenze umane e quest'anno porterà ha una profonda recessione». Lo ha affermato la direttrice del Fmi, Kristalina Georgieva in un comunicato diffuso assieme a un rapporto di previsioni sulle ricadute della guerra, che segue l'approvazione da parte del direttorio di un esborso di emergenza da 1,4 miliardi di dollari a favore del Paese.

L'istituzione di Washington prevede che il conflitto causi un crollo del Pil del 10% in Ucraina sul 2020. Ma ipotizza scenari anche più acuti: «i dati sul Pil reale in tempi di guerra, come in Iraq, Libano, Siria e Yen, suggeriscono che la contrazione potrebbe essere ben più grave - dice il Fmi - nell'ordine del 25-35%».

Sempre secondo le stime diffuse, l'inflazione quest'anno decollerà al 22,6% in Ucraina, dal 9,4% del 2021. Intanto le necessità di finanziamenti «sono ampi, urgenti e potrebbero aumentare notevolmente con il proseguire della guerra. La risposta di emergenza delle autorità ucraine è stata notevole. Sono stati introdotti strumenti di controllo amministrativo e dei capitali, per preservare la disponibilità di riserve valutarie estere e ridurre l'incertezza sul tasso di cambio. Per sostenere ulteriormente la stabilità finanziaria - ha proseguito Georgieva - la Banca nazionale Ucraina ha stabilito un nuovo strumento sulle liquidità e introdotto dei regolamenti nuovi».

Sono stati imposti limiti ai ritiri in contanti mentre le transazioni non in contanti non sono state limitate. «La politica economica si è focalizzata nell'assicurare i pagamenti prioritari e l'Ucraina - ha detto ancora la direttrice del Fmi - al momento sta onorando tutti i suoi pagamenti».

Nelle intenzioni del Fmi, l'esborso di emergenza approvato dovrebbe funzionare come «catalizzatore» per mobilitare su ampia scala di ulteriori concessioni di finanziamento che saranno necessarie per aiutare a colmare le carenze di finanziamento e mitigare gli impatti economici della guerra. «Una volta che la guerra sarà finita e i danni saranno stati valutati in maniera appropriata - ha detto ancora Georgieva - è probabile che si renda necessario ulteriore supporto».

L'istituzione di Washington ricorda che l'esborso annunciato equivale alla metà della quota di capitale dell'Ucraina nel fondo stesso e che aiuterà a fronteggiare le necessità di pagamenti derivante dalla guerra e fornirà supporto sul breve termine. Al momento il Fmi si attende che il deficit di Bilancio ucraino salga al 6,7% del pil quest'anno, dal 4,1% del 2021, e che il debito lieviti al 60,3% dal 50,2%.

Lo studio stima che il debito resti sostenibile «a condizione di una rapida soluzione della situazione e di finanziamenti sufficienti da fronti ufficiali», ma anche sulla base della previsione su «una forte ripresa e ricostruzione nel medio termine». Al tempo stesso ammette che «la capacità dell'Ucraina di ripagare il Fondo è soggetta a rischi eccezionali».