19 gennaio 2022
Aggiornato 09:30
Finanza

L'inasprimento delle restrizioni da Covid-19 in Italia potrebbe portare a un altro boom per i titoli Edtech?

Ed è proprio l’e-learning uno dei settori più promettenti per il futuro, dal momento che si presta a rapidi cambiamenti e adattamenti, avendo già dimostrato le basi per una rapida crescita

L'inasprimento delle restrizioni da Covid-19 in Italia potrebbe portare a un altro boom per i titoli Edtech?
L'inasprimento delle restrizioni da Covid-19 in Italia potrebbe portare a un altro boom per i titoli Edtech? Pixabay

Tra le conseguenze della pandemia che molto probabilmente ci porteremo dietro nel futuro c’è la maggiore predisposizione verso la tecnologia. Volenti o nolenti, le nostre attività quotidiane, inclusi i rapporti personali e professionali si sono spostati sul web, e non sempre con un risvolto negativo. Abbiamo scoperto quante cose si possono fare tramite Internet, tra cui seguire corsi e lezioni online. L’e-learning, ovvero l’apprendimento a distanza, è stata una delle soluzioni che più hanno dimostrato il loro potenziale anche per il periodo successivo a lockdown. Un computer e una connessione Internet sono sufficienti per accedere a contenuti di ogni tipo, sia scolastici che non.

Ed è proprio l’e-learning uno dei settori più promettenti per il futuro, dal momento che si presta a rapidi cambiamenti e adattamenti, avendo già dimostrato le basi per una rapida crescita. Società come Duolingo e Coursera hanno saputo cavalcare il momento di fortuna, investendo per farsi conoscere al grande pubblico di tutto il mondo. Il loro obiettivo è non solo assicurarsi una fetta di mercato nell’ipotesi di nuove restrizioni dovute all’aumento dei contagi in Italia, ma anche fidelizzare gli studenti, mantenendo quindi alto il valore del loro titolo. Un’evoluzione che l’investitore accorto dovrebbe tenere d’occhio e valutare seriamente.

La situazione dell’e-learning

Il settore dell’e-learning è estremamente vario e diversificato: al proprio interno possiamo trovare singoli individui, piccole società e grandi aziende come Duolingo, l’app specializzata nell’apprendimento di lingue straniere che ha voluto effettuare la sua IPO in grande stile, aumentando il prezzo delle sue azioni.

Il quesito che gli addetti ai lavori si pongono è se il trend in costante crescita riportato dal settore dell’apprendimento online continuerà anche una volta che gli studenti (non solo delle scuole) torneranno in aula. La probabilità che fino alla prossima primavera-estate vengano reintrodotto delle misure restrittive, seppure non un totale lockdown, riconfermerà sicuramente il successo di una modalità di apprendimento virtuale: lo scoglio più difficile da superare è stato probabilmente l’approccio iniziale, tra scetticismi e difficoltà tecniche da parte di studenti e insegnanti.

Secondo Maxim Manturov, responsabile della ricerca sugli investimenti presso Freedom Finance Europe: «Per quanto riguarda Duolingo, il futuro dell'azienda dipende dalla sua monetizzazione della piattaforma. Ad esempio, a partire dal terzo trimestre del 2021, gli utenti attivi sono cresciuti del 13% o 41,7 milioni e gli utenti a pagamento si sono attestati a 2,2 milioni o al 5,2% della base totale. La bassa monetizzazione della base è uno dei problemi chiave dell'azienda tuttavia, rispetto al terzo trimestre del 2020, la base di utenti a pagamento è cresciuta dal 4,05% al 5,2%.

In buona sostanza, tutto dipende da come l'azienda affronterà i cambiamenti del settore nel 2021 e se cambierà la sua strategia. Duolingo, se continua ad aumentare la sua quota di utenti a pagamento, potrebbe raggiungere i 140-150 USD complessivi entro 12 mesi, mentre Coursera potrebbe crescere fino al livello 37 USD- 39 USD».

Il futuro dell’apprendimento: quali prospettive?

Come prima accennato, l’impronta che è stata data all’apprendimento in modalità online potrebbe essere duratura: il modello ibrido sembra essere l’organizzazione vincente, per una serie di ragioni: su tutte, la flessibilità che è un po’ la sintesi delle esigenze attuali dei consumatori.

Le piattaforme di e-learning producono contenuti che, nella maggior parte dei casi, sono fruibili in ogni momento dall’utente, salvo le ipotesi dei webinar e dell’apprendimento sincrono.

Anche il tipo di contenuto messo a disposizione è vario, dando la possibilità allo studente di scegliere non solo quando accedere a un contenuto ma anche di stabilire che tipo di contenuto visualizzare. Sono abbastanza lontani quindi i tempi in cui le lezioni vanno seguite fisicamente, a orari stabiliti e con dei contenuti fissi.

L’apprendimento online ha svelato anche un’altra utilità, che è quella di affiancamento e rinforzo rispetto all’insegnamento tradizionale. I vari lockdown e le chiusure delle scuole hanno comportato delle difficoltà per gli studenti che in alcuni casi sono sorte da zero, in altri sono state aggravate. Ecco quindi la necessità di ricorrere a delle lezioni e dei corsi privati che sono senz’altro più comodi e fruibili se gestiti in modalità online.

Quando parliamo di società come Duolingo o Coursera facciamo riferimento ad aziende che operano sul mercato internazionale, ed è anche questo scenario che va analizzato per capire quali possono essere i futuri trend del settore. La popolazione dei Paesi in via di sviluppo è in continua crescita, e in aumento sono anche le loro esigenze di istruzione: popolazioni che fino a qualche tempo fa non avevano la possibilità di accedere a scuole e corsi, oggi sanno che possono riempire il gap rispetto ai Paesi industrializzati anche grazie all’e-learning. Non solo i costi sono minori (questo vale anche per i Paesi industrializzati, in cui l’istruzione è prevalentemente privata), ma è possibile accedere a contenuti altrimenti non disponibili nel proprio Paese di residenza. Considerando anche che il livello di digitalizzazione di molti Paesi in difficoltà sta migliorando, costituendo Internet la via preferenziale e più economica per un futuro migliore.