16 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
Lavoro e Green Pass

Maurizio Landini insiste: «Per lavorare non si deve pagare. I tamponi siano gratis»

Il leader della Cgil avverte il Governo: «L'obbligatorietà del certificato verde non vuol dire che sia obbligatorio vaccinarsi. Basta incontri in cui ci informa su quello che ha già deciso»

Il leader della CGIL, Maurizio Landini
Il leader della CGIL, Maurizio Landini ANSA

«Per lavorare non si deve pagare. I tamponi siano gratis». E'quanto chiede il leader della Cgil, Maurizio Landini che in una intervista pubblicata da Repubblica, insiste sulla necessità di «vaccinarsi tutti, senza dover però pagare per lavorare. Quindi una avvertimento al governo: «Basta incontri in cui ci informa su quello che ha già deciso. Noi vogliamo confrontarci», dice.

«Noi sindacati - afferma Landini nel corso dell'intervista - continuiamo a pensare che il provvedimento migliore è quello di rendere obbligatorio il vaccino per tutti i cittadini, non solo per i lavoratori. Siamo convinti che il diritto alla salute della collettività venga prima di qualunque altra cosa. È proprio con questa stessa logica che un anno e mezzo fa abbiamo messo la salute e la sicurezza, con i protocolli sottoscritti con le imprese, prima del valore dei profitti».

«L'obbligatorietà del certificato verde non vuol dire che sia obbligatorio vaccinarsi»

«Noi ci auguriamo che la scelta del governo sul Green Pass spinga le persone a vaccinarsi, resta, tuttavia, una contraddizione: l'obbligatorietà del certificato verde non vuol dire - spiega - che sia obbligatorio vaccinarsi, basta presentare il tampone, dunque resta la libertà anche di non vaccinarsi. Ma allora imporre un costo per esercitare il diritto al lavoro in un Paese con bassi salari è sbagliato e rischia di essere controproducente rispetto all'obiettivo dichiarato».

«Noi pensiamo che da qui al 15 ottobre, quando il decreto entrerà in vigore, si possa cambiare e tornare al sistema in vigore fino ad agosto: credito di imposta per le spese sostenute dalle imprese per i tamponi, - sono le proposte lanciate dal Segretario generale della Cgil - gratuiti per i lavoratori, e la sanificazione degli ambienti di lavoro. Va rifinanziato il credito di imposta fino alla fine dell'anno e noi siamo pronti anche a valutare con le nostre controparti il ricorso temporaneo alle risorse dei fondi sanitari integrativi o a quelli degli enti bilaterali».

Orlando apre ulteriori sconti sui tamponi per lavoro

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando mostra aperture alla possibilità di prevedere ulteriori calmieramenti dei prezzi sui tamponi per il green pass che serve per motivi di lavoro. «Chi va a lavorare in qualche modo si trova in una condizione diversa da chi va al cinema. Mi sembra ragionevole tener conto di questa differenza», ha affermato intervenendo ad un convegno della Cgil a Firenze assieme al segretario generale Maurizio Landini.

«Ho sempre ritenuto che sia giusto calmierare e pensare a un tampone a prezzo ancor più basso ma sono contrario ai tamponi gratis: perché è un errore è dire che se ti vaccini o no è la stessa cosa - ha proseguito Orlando -. Possiamo anche discutere su quanto debba essere questa divisione però alla fine una divisione c'è. Perché dire che se non ti vaccini va bene lo stesso e non credo che sia giusto».

Peraltro «noi una taratura del provvedimento la dovremo fare, perché ha una ambizione di usare il mese per rimettere in moto dei processi» sulle vaccinazioni fatte in modo volontario. «Qui io esprimo una mia posizione, e come sappiamo - ha precisato il ministro - la compagine di governo è ampia, ma credo che sia ragionevole pensare ulteriori interventi di calmierazione tra le diverse ragioni per cui si fa il tampone, ma non dobbiamo andare sotto la soglia a cui diventa uguale vaccinarsi o no».