21 settembre 2019
Aggiornato 05:00
Automotive

Nissan deplora marcia indietro di Renault su riassetto governance

Il governo francese, primo azionista di Renault, aveva attribuito proprio a questa posizione la necessità di prendere altro tempo nelle trattative Fca-Renault, spingendo la casa italo statunitense a ritirare l'offerta

Il logo di Renault
Il logo di Renault ANSA

PARIGI - Ormai sono ufficializzati su comunicazioni stampa gli attriti tra le storiche alleate dell'auto: Renault e Nissan. La casa nipponica ha diramato una nota in cui critica apertamente la decisione del gruppo francese di astenersi al cruciale voto sul riassetto della governance, quello deciso in risposta allo scandalo Ghosn. Una mossa, quella del gruppo francese, che era stata anticipata dal Financial Times, e che giunge pochi giorni dopo la decisione di Nissan di far astenere i suoi rappresentanti in Renault sull'offerta di fusione di Fca Fiat Chrysler.

Il governo francese, primo azionista di Renault, aveva attribuito proprio a questa posizione la necessità di prendere altro tempo nelle trattative Fca-Renault, spingendo la casa italo statunitense a ritirare l'offerta. Saltato il progetto (almeno formalmente) l'esecutivo transalpino, in particolare tramite il ministro delle Finanze Bruno Le Maire, che ha appena partecipato al G20 delle Finanze in Giappone, aveva rimarcato l'importanza di risaldare l'alleanza con Nissan. E ora lo stesso ministro rilancia l'ipotesi di fusione: «resta una bella opportunità», ha detto. Ma restano anche le premesse: l'alleanza con Nissan e la tenuta dell'occupazione.

Nel frattempo dalla società transalpina è partita una lettera in cui, come confermato da Nissan con un comunicato stampa, si annuncia l'intenzione di asternersi dal voto all'assemblea generale degli azionisti del 25 giugno. Voto chiamato ad avallare la nuova governance strutturata in tre diversi comitati, «discussa e approvata - rivendica Nissan - da tutti i componenti del board, inclusi quelli nominati da Renault».

«Nissan ritiene che la nuova posizione di Renault sia deplorevole - è l'accusa - in quanto è in contrasto con gli sforzi per migliorare il governo societario».

Sviluppi che Les Echos legge come un «ulteriore avvelenarsi» della relazione tra le due case. La marcia indietro sul voto sarebbe stata determinata dal fatto che Renault non si sentirebbe sufficientemente rappresentata nella nuova struttura: in particolare manterrebbe una poltrona nel comitato chiave sulle nomine il numero uno di Renault, Jean-Dominique Senard, ma non il suo vice e direttore generale, Thierry Bolloré.

Le ricostruzioni di stampa non finiscono qui. E, sebbene gli sviluppi di oggi abbiano chiaramente una tonalità conflittuale, non sono tutte negative. Secondo La Tribune, dopo una lunga riflessione seguita al ritiro dell'offerta da parte di Fca, Senard ha deciso di andare avanti, forte anche del sostegno esplicito di Le Maire, e di quello, meno strombazzato, del presidente Emmanuel Macron.

Senard si presenterà quindi in prima persona a rispondere alle domande in occasione dell'assemblea generale degli azionisti della casa transalpina, mercoledì 12 giugno.

Parallelamente dovrà ricucire i rapporti con l'alleata del Sol Levante, se non altro perché l'ipotesi opposta, quella di una rottura, sarebbe estramemente problematica dato che i due gruppi anno le attività profondamente intrecciate su progettazione, fabbricazione, forniture e perfino risorse umane.

Peraltro Senard sarebbe stato designato da Parigi proprio allo scopo di rinsaldare l'alleanza. E a questo scopo il governo francese ha manifestato la sua disponibilità ad alleggerire la partecipazione pubblica nella società. Ma il compito potrebbe non essere facilitato dal fatto che Nissan, secondo le ricostruzioni di Bloomberg, vorrebbe una soluzione più drastica: l'uscita completa dello Stato da Renault. Comunque, al di là delle ultime comunicazioni, la società francese non avrebbe ancora preso la decisione finale sul voto del 25 giugno, e starebbe ancora trattando.

Infine, secondo altre ricostruzioni, in questo caso di Reuters, i vertici di Nissan e Fca avrebbero continuato a vedersi dopo lo stop formale al progetto di aggregazione, allo scopo di cercare strade per rilanciare il piano e ottenere l'appoggio di Nissan.

Ricostruzioni che trovano riscontri nelle ultime dichiarazioni di Le Maire, che oggi a Tokyo ha incontrato il ministro dell'Industria giapponese, Hiroshige Seko. Non ha voluto commentare il comunicato di Nissan. «Sta ai magnagement di Renault e di Nissan trovare delle soluzioni». Il ministro ha però spronato le due case a «regolare velocemente difficoltà e malintesi».

A quel punto «potremo passare ad una secondo tappa, che sarà necessaria» e in quest'ottica il progetto di aggregazione Fca-Renault resta «una opportunità». Su cui per Parigi nulla è cambiato: vanno preservate l'alleanza con Nissan e «l'occupazione industriale».

Fca per parte sua l'assemblea annuale l'ha già tenuta lo scorso 12 aprile. Il prossimo appuntamento formale previsto è la pubblicazione dei risultati di bilancio del secondo trimestre, il 31 luglio.