16 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Dombrovskis chiede una correzione del deficit "consistente". E l'Fmi ci vuole più "ambiziosi"

Torna a bacchettare l'Italia il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. In campo, di nuovo, anche il Fondo monetario

Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis con la numero del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde
Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis con la numero del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde (EPA/VALDA KALNINA)

BRUXELLES - Per evitare l’apertura di una procedura sul debito non bastano gli annunci: il Governo italiano «deve prendere provvedimenti concreti» ma soprattutto serve una «correzione consistente» dei conti. Un taglio del deficit limitato allo 0,2%, infatti, «non è sufficiente» perché la distanza rimane «molto ampia». Lo ha affermato in una intervista a «La Stampa» il vicepresidente lettone della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, che oggi ha presentato un report sui crediti deteriorati bancari, dal quale emerge che gli istituti italiani stanno facendo grandi progressi nella riduzione degli stock. Ma i rischi, legati anche alla manovra, secondo Dombrovskis sono dietro l’angolo. «La situazione del sistema bancario – ha affermato il numero due della Commissione Ue - è legata alla situazione economica in generale. E su questa abbiamo alcune preoccupazioni. Come Commissione abbiamo espresso un’opinione e abbiamo tratto delle conclusioni: ora i governi le stanno valutando e diranno la loro sulla necessità di aprire una procedura".

Traiettorie di bilancio da rivedere
Bruxelles ritiene che la traiettoria di bilancio scelta dall’Italia sia controproducente per l’economia italiana stessa. I tassi di interesse sono cresciuti "parecchio", c’è un impatto sull’economia reale, sull’accesso al finanziamento per le imprese, sul credito al consumo. Gli indici di fiducia stanno scendendo secondo i numeri ufficiali, e questo colpisce il potenziale degli investimenti. "Anche per questo abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2018, da 1,3% a 1,1%»
«È importante che l’Italia – ha esortato Dombrovskis - riconsideri la sua traiettoria di bilancio. Perché questi sviluppi economici colpiscono anche il sistema bancario, visto l’aumento dei tassi di interesse. C’è poi una notevole riduzione delle quotazioni azionarie. Bisogna tener conto di tutto ciò quando si discute dell’evoluzione del bilancio italiano. Ne abbiamo parlato alla cena di sabato con il presidente Juncker e il premier Conte. È in corso un dialogo per trovare una soluzione».

Cosa vogliono da noi
Ciò che si richiede all’Italia è di rispettare gli impegni che aveva preso al Consiglio Ecofin dello scorso mese di luglio, ovvero un miglioramento del deficit/Pil strutturale dello 0,6%, mentre la manovra del governo prevede un peggioramento dello 0,8%. Si tratta di un divario "molto grande", pari all’1,2%. "E’ chiaro che ci deve essere una correzione sostanziale, non marginale della traiettoria di riduzione del deficit». Dombrovskis ha aggiunto poi che il peggioramento dello spread è certamente visto dalla Commissione come un fattore che «ha impatto sulle imprese italiane e le banche». Perciò, «è importante che la traiettoria» del deficit nella manovra «sia corretta verso il basso anche per minimizzare questi effetti sull’economia». Il commissario ha sottolineato che «l’aumento sostanziale» dei rendimenti dei titoli di Stato italiani registrato recentemente «ha innescato un aumento del costo dei finanziamenti delle società e delle famiglie», e ha avuto conseguenze «sulla fiducia degli investitori», tanto che la Commissione, nelle sue ultime previsioni economiche, per il 2019 «ha rivisto al ribasso le stime per la crescita dell’Italia, dall’1,3 all’1,1 per cento».

Fmi preoccupato 
Al coro di critiche si aggiunge anche il Fondo monetario internazionale nella Surveillance Note siglata in vista del G20: in Italia «è particolarmente necessario» compiere «sforzi più ambiziosi» sul risanamento dei conti, dato che «il debito pubblico è già elevato e la crescita economica è al di sopra del potenziale». Gli spread sui titoli di Stato sono aumentati in alcuni Paesi – aggiunge il Fmi – inclusa l’Italia, dove le preoccupazioni sull’elevato debito e sulle derapate della politica potrebbero innescare ulteriori reazioni avverse dei mercati».