28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Economia

Manovra, la posizione della Lega dopo la bocciatura dell'Ue

Il messaggio di Salvini è chiaro: «Non siamo un popolo di mercanti di tappeti o accattoni». Molinari detta la linea: «Il giudizio dell'Ue è politico»

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni. Moscovici continua a insultare l’Italia, ma il suo stipendio è pagato anche dagli italiani. Ora basta: la pazienza è finita». Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, manda un chiaro messaggio verso Bruxelles. Ma stavolta lascia che a dettare la linea economica leghista sia il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, intervenuto in Aula nel dibattito seguito alle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sull'avvio della procedura di infrazione nei confronti dell'Italia da parte della Commissione europea. Quella di Bruxelles, per la Lega, è una «decisione che ha un forte connotato politico».

La posizione della Lega
«Vi chiediamo di andare avanti, di dialogare con la Commissione europea, magari ricordando che si può aprire una procedura anche per eccesso di surplus commerciale contro la Germania» le parole di Molinari, a nome della Lega, alla Camera, perché «tanti credono nel governo: partite Iva aspettano riduzione tasse, pensionandi vogliono il loro futuro, e soprattutto c'è un popolo che vuole che l'Italia rialzi la testa». Ora l'obiettivo deve essere quello di «tranquillizzare gli italiani dopo settimane di terrorismo psicologico, spiegando dati inconfutabili. C'è un governo serio e c'è una maggioranza seria, il cui collante principale, il punto fondamentale, è voler cambiare le regole europee, pensare ad un'Europa politica in cui i diritti dei cittadini vengono oprima di astruse regole finanziarie».

La procedura di infrazione «inconcepibile»
La procedura per debito è ormai scontata. «Ma quanti Paesi sono sopra al 60%?» si chiede Molinari. «La verità è che ci viene contestato l'aver fatto delle scelte politiche, dentro la manovra: liberare 15 miliardi di investimenti in tre anni; di aver dato spazi di manovra a province e comuni: se questa è una colpa ce la prendiamo molto volentieri; ci viene contestato che vogliamo ridurre la pressione fiscale». Conclude Molinari: «L'Italia ha un'economia sana, un sistema produttivo che il mondo ci invidia, va liberato dalla gabbia dell'austerità. E questo è quello che questa manovra che prova a fare».