16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Manovra finanziaria

Il Pd presenta la sua «contromanovra»: nel vocabolario democratico Padoan e gli altri recuperano i «poveri»

Messa a punto niente meno che da una squadra di esperti: Piercarlo Padoan, Tommaso Nannicini, Antonio Misiani, Marco Leonardi e Luigi Marattin

Il segretario del Pd Maurizio Martina con l'ex ministro dell'Economia Piercarlo Padoan
Il segretario del Pd Maurizio Martina con l'ex ministro dell'Economia Piercarlo Padoan ANSA

ROMA - Una «contromanovra» del Partito democratico. Il Segretario nazionale del Partito democratico, Maurizio Martina alza la voce e presenta una proposta alternativa targata Pd per la Legge di bilancio, messa a punto niente meno che da una squadra di esperti: Piercarlo Padoan, Tommaso Nannicini, Antonio Misiani, Marco Leonardi e Luigi Marattin. Il Pd fa circolare il documento perché ciascuno «possa giudicare punto per punto la differenza con la manovra del governo gialloverde». Manovra, attacca Martina, fatta «di condoni per gli evasori e più debito pubblico sulle spalle dei giovani per misure inique. Il vicepremier Luigi Di Maio, poi, pensa di giocare a Monopoli». Due sono le stelle polari della «contromanovra» del Pd: equità e crescita, «in concreto» ci tiene a sottolineare Martina. «Le priorità sono i giovani, le famiglie con figli, la casa e i poveri». Ma vediamo nel dettaglio la contromanovra.

  1. Taglio del costo del lavoro
    È la misura a cui i dem danno assoluta priorità con un taglio stabile del costo del lavoro di un punto all’anno per quattro anni per tutti i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti. Costo: 350 milioni, primo anno.
  2. Pensioni di garanzia
    Si tratta di avviare dal 1 gennaio 2019 le pensioni minime a 750 euro al mese. Significa gettare le basi di un «pilastro di garanzia per i giovani» che andranno in pensione interamente col sistema contributivo e che avranno carriere professionali totalmente discontinue. Obiettivo è l’equità intergenerazionale.
  3. Sostegno alle famiglie
    Costa un quinto di quello che costerebbe la flat tax scritta nel contratto di governo se realizzata, assicurano i democratici. Questa sarebbe una misura «molto più equa e rappresenterebbe, da subito, un aiuto consistente alle famiglie»: prevede 240 euro al mese per ogni figlio minore a carico. Il costo è di 9 miliardi, il più oneroso della contromanovra.
  4. Detrazioni sugli affitti
    Centrali le misure sulla casa, a partire dalle detrazioni sugli affitti uguali alle detrazioni sui mutui casa. In cifre: il 19% se si spendono un massimo di 4mila euro all’anno, pari quindi a massimo 760 euro all’anno. Ma per i giovani under 30 è prevista una maggiorazione così da raggiungere 1.800 euro all’anno. Per il Pd è "indispensabile" occuparsi di 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, più di un terzo in condizioni di disagio abitativo. Il 38% delle giovani coppie sono in affitto. Il costo della misura è di un miliardo. Si pensa poi a rafforzare il piano delle periferie con investimenti nell’edilizia popolare e sociale.
  5. Reddito di inclusione
    Contro la povertà. Con 3 miliardi in più si arriva a 6 miliardi complessivi, aiutando un milione e mezzo di famiglie in povertà assoluta. Il costo è di 3 miliardi.
  6. Investimenti
    Quelli pubblici vanno riportati entro 3-5 anni dal 2% al 3% Pil, il livello del 2008, con priorità all’ambiente e alla manutenzione soprattutto nel Mezzogiorno. Si deve accelerare la spesa dei 150 miliardi già stanziati dai governi del centrosinistra e dei finanziamenti Ue. Su quelli privati, non smantellare ma potenziare Industria 4.0, ecobonus-sismabonus.