13 dicembre 2018
Aggiornato 06:30

Di Maio deluso da ArcelorMittal chiede ancora tempo. Ma i sindacati tremano

Le proposte di ArcelorMittal per migliorare il piano di rilancio dell'Ilva "sul piano ambientale e occupazionale non sono soddisfacenti"
Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e delle Politiche Sociali, dopo l'incontro al MISE sull'ILVA, Roma
Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e delle Politiche Sociali, dopo l'incontro al MISE sull'ILVA, Roma (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

TARANTO - Le proposte di ArcelorMittal per migliorare il piano di rilancio dell'Ilva "sul piano ambientale e occupazionale non sono soddisfacenti». Lo ha affermato il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio al termine degli incontri sullo stabilimento di Taranto. "Ci aspettiamo - ha sottolineato Di Maio - proposte fortemente migliorative. Sul piano ambientale le novità non sono entusiasmanti, sul piano occupazionale è tutto da vedere perché i numeri sono sempre gli stessi». "Ho dato mandato - ha spiegato Di Maio - ai commissari dell'Ilva di valutare le proposte. Ci aspettiamo di più, soprattutto sul piano occupazionale che ora è fermo al palo. Gli obiettivi sono due: i livelli occupazionali e che i cittadini di Taranto tornino a respirare. Apprezziamo lo sforzo di ArcelorMittal ma ci aspettiamo di più». "Ci sarà un confronto serrato - ha sottolineato il ministro dello sviluppo economico - e in tempi brevi ci deve portare a passi in avanti. Siamo molto esigenti e stiamo lavorando a 360 gradi per il miglioramento del piano ambientale e occupazionale». Di Maio ha spiegayo che aggiornerà i sindacati e anche l'azienda, il potenziale acquirente che incontrerà subito dopo i sindacati "su quello che abbiamo visto dalle carte, 23 mila pagine che ci siamo letti». "Li aggiornerò su quello che abbiamo rilevato e avremo modo di confrontarci". 

L'Ilva deve continuare a produrre acciaio
Intanto la Fim-Cisl ha chiesto al vicepremier "risposte definitive" sul futuro dell'Ilva. Il ministro "non ha risposto direttamente", ma ha detto che il fatto che stia trattando con ArcelorMittal significa che continua a lavorare affinché l'Ilva produca acciaio. "La vertenza è aperta da sei anni - ha spiegato il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, Marco Bentivogli, al termine della riunione tra Di Maio e i sindacati al Mise - una ulteriore proroga è inammissibile. Di Maio ha chiesto di procedere ad approfondimenti. "Sono troppi anni che però aspettiamo risposte e auspichiamo una ripresa del negoziato. Il commissariamento è stato prorogato. Bisogna fare di più e meglio sia sul piano ambientale che sulle garanzie per l'occupazione. Il tempo è scaduto e il ministro deve comprendere che noi non guardiamo al colore politico». È necessario - ha concluso - trovare al più presto delle soluzioni. Dopo l'incontro con i sindacati, Di Maio incontrerà i vertici di ArcelorMittal.

Trattativa vera
La Fiom-Cgil dal canto suo è d'accordo con Di Maio sulla necessità che ArcelorMittal cambi il piano industriale per iniziare una "trattativa vera" sul futuro dello stabilimento di Taranto. È quanto ha sottolineato il segretario generale Francesca Re David. "Il ministro ha affermato di aver chiesto all'azienda approfondimenti sul piano ambientale e occupazionale. Il ministro è convinto che quei due aspetti vadano modificati. E siccome abbiamo detto che il tavolo delle trattative si era interrotto perché l'azienda non era disponibile a cambiare posizione, siamo d'accordo con il ministro quando dice che l'azienda deve cambiare posizione». Secondo Re David questo è importante "per dare risposte e aprire una trattativa vera. Siamo tutti consapevoli che c'è un problema di tempi. È comunque inutile iniziare una trattativa se non è chiaro il perimetro dentro il quale ci muoviamo".

Di Maio lavora per non chiudere
Sull'eventualità di una ripresa tra ArcelorMittal e sindacati sul futuro dell'Ilva "purtroppo non ci sono passi avanti": queste invece le parole del segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che, al termine della riunione al Mise ha aggiunto: "Ci aspettavamo qualcosa di più, la situazione è difficile e complicata». Il leader dei metalmeccanici della Uilm ha poi dichiarato che comunque "qualcosina il ministro ci ha detto: non sta lavorando per chiudere gli stabilimenti, ma per trovare una soluzione. La prima ipotesi sarebbe disastrosa». Secondo Palombella sarà "decisivo" il mese di luglio. Ha auspicato infine che la trattativa possa riprendere nei prossimi giorni, ma sulla base di una modifica sostanziale del piano presentato da ArcelorMittal perché il sindacato dirà "no" a qualunque ipotesi di licenziamenti.

Lavoro al primo posto
Per la Cisl, infine, è stato un incontro utile, per la necessità di essere aggiornati in tempo reale, tuttavia "interlocutorio" rispetto all'obiettivo di un accordo che sancisca la definitiva ripartenza degli impianti ed il rilancio di tutta l'Ilva. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale Angelo Colombini, sottolineando "le nostre priorità ed i nostri obiettivi: tutelare i lavoratori garantendo loro un lavoro certo e rispettoso delle normative per la salute e la sicurezza, oltre naturalmente che tutta l'Ilva rispetti le normative ambientali, tutelando il territorio». "Non vorremmo però ripetere pedissequamente l'ovvio, ossia, che tutte le imprese devono rispettare la legge, in questo caso in particolare le norme per l'ambiente. Vogliamo invece sottolineare che il fattore tempo è fondamentale proprio per la tutela ambientale, prima si riavvia il lavoro e prima si completeranno tutte le prescrizioni previste dall'Aia, anzi, su questo occorre trovare tutte le possibilità di accelerare i lavori necessari e magari migliorare le condizioni".

Non c'è più tempo
Il punto è che nessuno vuole che, per ottenere ulteriori garanzie, il governo vada oltre il tempo massimo. Le aziende in amministrazione straordinaria, come l'Ilva, hanno limiti oggettivi nella gestione imprenditoriale ed il ritardo nelle decisioni nuoce gravemente alle opportunità di rilancio e recupero dei mercati. Inoltre va tenuto presente tutto l'indotto che ogni mese subisce ritardi nel pagamento degli stipendi. Occorre riavviare subito la trattativa sindacale, "il governo si faccia garante di questa ripresa». L'Ilva è appetibile perché produce il migliore acciaio europeo ed ha al suo interno professionalità di altissimo livello. I lavoratori, diretti e indiretti, sono gli artefici di tutto ciò, occorrerebbe premiarli per aver dovuto sopportare tutte queste incertezze da così tanti anni. "Se ci fosse la cassa depositi e prestiti potrebbe essere garante di tutta l'operazione della vendita di Ilva a Mittal con gli investimenti sia di carattere industriale che ambientale".