Economia | La gabbia europea

Draghi glissa sul dopo-Draghi. E sull'Italia post-4 marzo: «Preoccupa sostenibilità di bilancio»

Il mandato di Mario Draghi durerà fino a tutto ottobre del 2019

Il presidente della Bce Mario Draghi
Il presidente della Bce Mario Draghi (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

ROMA - Con una battuta il presidente della Bce ha respinto come ampiamente premature le domande sul cosa farà dopo la conclusione del suo mandato e sul cosa pensi della sua successione. «Continuate a chiedermi cose sul cosa farei se lasciassi domani, ma resta un po' di tempo fino alla fine del mio mandato», ha scherzato nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, nel quale la BCE ha ritoccato al rialzo le sue previsioni sulla crescita economica dell'area euro di quest'anno e al ribasso le previsioni sull'inflazione dell'area euro del prossimo anno. Quanto alla crescita, ora indica un più 2,4% sul 2018, un 1,9% sul 2019 e un 1,7% sul 2020. Tre mesi fa invece i tecnici della Bce pronosticavano 2,3% sul 2018, e dati analoghi sugli altri due anni; quanto all'inflazione, sul 2018 stima un 1,4% di crescita dei prezzi al consumo, sul 2019 un 1,4 per cento e sul 2020 un 1,7 per cento. Tre mesi fa invece i tecnici della Bce prevedevano un 1,5% sul 2019.

Italia dopo le elezioni
Ma se sul post-Draghi il numero uno della Bce non si sbottona, rispondendo a una domanda ha invece fatto un commento sulle recenti elezioni italiane, delle quale al Consiglio direttivo della Bce non si è discusso, ha detto, visto che «eravamo molto concentrati sulle questioni monetarie». Tuttavia «in generale la sostenibilità di bilancio è tra le più elevate preoccupazioni nei Paesi con alto debito».Quanto alla reazione dei mercati, oltre al voto in Italia «quello che abbiamo visto nelle ultime precedenti elezioni non suggerisce che i mercati reagiscano in un modi che minerebbero la fiducia e la reazione sulle elezioni italiane è stata più o meno la stessa di quelle che si sono viste su altre elezioni e eventi politici, in cui si temevano pesanti correzioni dei mercati e volatilità». Al tempo stesso però, ha rilevato, «una protratta fase di instabilità potrebbe minare la fiducia e tutto quel che minaccia la fiducia ha effetti negativo sulla produzione», ha aggiunto.

Slancio dell'economia europea, dazi permettendo
«Le ultime informazione giunge confermano un forte e ampio slancio dell'economia dell'area euro, che ora è prevista espandersi in qualche misura superiore rispetto a quanto atteso prima" ha fatto sapere, ma il crescente protezionismo commerciale è tra i rischi su scala globale che minacciano di frenare la crescita economica. "Le decision unilaterali sono pericolose. Le dispute commerciali andrebbero discusse e regolate in ambiti multilaterali", ha affermato il presidente della Bce, in merito ai dazi su acciaio e alluminio annunciati dall'amministrazione Trump. «Se imponi dazi sui tuoi alleati uno si chiede quali siano i tuoi nemici», ha detto ancora Draghi, aggiungendo che questo tipo di misure può indebolire il generale clima di fiducia economico. Ad ogni modo, il quadro di solidità della crescita nell'area euro «conferma la nostra fiducia che l'inflazione convergerà verso i nostri obiettivi», ha affermato il presidente della Bce. «Al tempo stesso gli indicatori sull'inflazione di fondo restano sottotono e devono ancora mostrare segnali convincenti di convergenza verso i valori auspicati».

Qe
Draghi ha poi spiegato che è stata unanime la decisione di oggi del Consiglio direttivo della Bce di rimuovere dal tavolo la possibilità di aumentare il programma di acquisti di titoli, il quantitative easing che proseguirà almeno fino a settembre 2018. «Si tratta di una decisione prevalentemente di contesto - ha spiegato il presidente al termine del direttorio - abbiamo rimosso l'esplicito riferimento ad un incremento (del Qe) alla luce di un peggioramento del quadro» che oggi la Bce non prevede. «Ricordo che la frase in questione era stata introdotta nel 2016, quando tagliammo la mole del Qe da 80 miliardi di euro al mese a 60 miliardi di euro al mese ed era ovviamente una situazione molto diversa da quella attuale. La decisione è stata unanime, è una decisione di contesto - ha detto - senza ricadute rilevanti per le nostre attese né per le nostre capacità di reazione. Rilevo poi che continuiamo ad attenderci che i tassi restino bassi per un protratto periodo di tempo e ben oltre la fine degli acquisti netti di titoli».