19 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

Padoan: «Il Jobs act ha avuto un enorme ruolo positivo»

Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in un'intervista al Corriere della Sera, traccia un bilancio sui suoi quattro anni al dicastero di via XX Settembre
L'ex Premier Matteo Renzi con il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan
L'ex Premier Matteo Renzi con il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (ANSA)

ROMA - «Il Paese sta meglio rispetto all'inizio della legislatura. Tutti gli indici sono migliorati: crescita, lavoro, finanza pubblica, occupazione - siamo ai livelli massimi di occupati - stato di fiducia». Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in un'intervista al Corriere della Sera, traccia un bilancio sui suoi quattro anni al dicastero di via XX Settembre.

CONTI PUBBLICI - Sui conti pubblici, afferma Padoan, «L'Italia è sul sentiero giusto. L'Istat ha appena certificato per il terzo trimestre 2017 un deficit al 2,1% del Pil, in linea con le previsioni. Faccio notare che in questi anni la finanza pubblica italiana ha ottenuto risultati in piena coerenza con le previsioni; nelle passate legislature, la maggior parte delle volte si sforava. Ora la barra è stata tenuta dritta, secondo gli obiettivi concordati con l'Europa». Il ministro poi nega che il debito pubblico continui a crescere: «Non è così. Il debito pubblico in rapporto al Pil ha registrato una flessione già nel 2015 e ora è stabilizzato. Per il 2017 stiamo aspettando i dati definitivi: c'è una buona probabilità che anche quest'anno il debito diminuisca. Abbiamo lasciato la sciovia e cominciato la discesa».

RIFORME - L'accento del ministro è sui risultati, ma anche su tutto ciò che resta da fare. L'Italia cresce di meno del resto d'Europa? «Sono d'accordo, soprattutto se si considerano le differenze geografiche e fra gli strati sociali. Ci sono ancora moltissimi elementi di sofferenza. Dobbiamo combattere la povertà, aumentare l'inclusione, restringere il divario tra le regioni. C'è un'enorme quantità di cose da fare: i bisogni della gente devono ancora essere soddisfatti. Finché le riforme non vengono implementate, non incidono sulla vita dei cittadini, che non percepiscono i miglioramenti».

JOBS ACT - A quali riforme si riferisce Padoan? «Tante. Scuola, pubblica amministrazione, giustizia. Ma la riforma fondamentale è l'occupazione». Ma con il Jobs act - chiede il giornalista del Corriere Aldo Cazzullo - si sono creati soprattutto posti precari. «Se le imprese sembrano preferire lavoro a tempo determinato, non vuol dire che il Jobs act sia sbagliato; vuol dire che va corretto, ad esempio ridisegnando gli incentivi che si sono esauriti. Il Jobs act ha avuto un enorme ruolo positivo, lo vedremo quando l'economia sarà stabilmente in espansione. Serve a rompere la separazione fra garantiti e non garantiti: un'ingiustizia verso i giovani».

RIPRESA - Quando l'economia sarà stabilmente in espansione? «Oggi - risponde Padoan - non cresciamo ancora abbastanza velocemente ma - e qui faccio una mia personale previsione - la velocità di crociera aumenterà. Nella ripresa ci sono elementi strutturali: le imprese stanno investendo per innovare, per rinnovare lo stock di capitale, per assumere capitale umano; e questo fa crescere il reddito potenziale, come per due decenni non è avvenuto. Stiamo risolvendo il doppio problema: l'uscita dalla crisi finanziaria e bancaria, e dalla crisi di crescita, eredità di fine millennio».