I vertici mondiali

La cybersecurity «irrompe» al G7 di Bari

Da un attacco «molto tempestivo», resta giallo su artefici. Sulla web tax «tutte le proposte saranno benvenute, le esamineremo, faremo delle proposte anche noi, siamo in un terreno nuovo che va affrontato come anche i Paesi G7 hanno concordato». Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Il Ministro Padoan al G7 di Bari
Il Ministro Padoan al G7 di Bari (ANSA)

BARI - La minaccia globale alla cyber sicurezza sia è fatta largo sgomitando al vertice delle Finanze dei sette Grandi della Terra a Bari. La città era blindata contro il rischio che qualche fronda di facinorosi si infiltrasse nella manifestazione di contestatori, che invece è sfilata senza problemi. I problemi però ci sono stati, e non tanto a Bari ma in tutto il mondo con l'attacco informatico che ha preso di mira quasi 100 Paesi.
Un attacco «molto tempestivo», ha riconosciuto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, osservando come sia stato perpetrato «proprio prima della sessione del G7 delle finanze sulla cyber security. Abbiamo cercato, senza riuscirci - ha perfino scherzato nella conferenza stampa della presidenza, al termine dei lavori - di convincere che lo avevamo organizzato noi apposta». Ed è ancora giallo su chi esattamente siano i responsabili. «Non lo sappiamo ancora, è troppo presto, c'erano sicuramente delle falle di sistema su cui erano state approntate delle messe in sicurezza su cui, in alcuni casi, non erano state operate» e così le falle erano rimaste, ha spiegato per parte sua il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che assieme a Padoan ha fatto da padrone di casa al vertice finanziario.

Cyber incidenti, risposte appropriate su vasta scala
«L'attacco di ieri ha avuto luogo attraverso un ben identificato sistema operativo, ma aveva anche come risultato l'utilizzo di Bitcoin». Si trattato di una manovra quindi in cui l'aspetto tecnologico va analizzato assieme a quello delle transazioni finanziarie. «La forza del G7 è poter contare su una condivisione continua e su una capacità di risposta che può essere solo collettiva, perché - ha proseguito Visco - sono temi su cui singoli Stati non possono dare» risposte efficaci.
Insomma uno dei temi portanti che la presidenza italiana del G7 ha voluto mettere in agenda non si sarebbe potuto rivelare più appropriato. E grazie a questa scelta, dopo Bari la cybersicurezza entra stabilmente nel campo di azione dei sette Grandi: «riconosciamo che i cyber incidenti rappresentano una crescente minaccia per le economie e che sono necessarie risposte appropriate su vasta scala», recita il comunicato finale. Organizzazioni internazionali e governi sono così sollecitati a collaborare con il settore privato "per migliorare la condivisione, le catalogazioni e le metodologie di raccolta dei dati sulla cyber security.

La ripresa globale guadagna slancio
Altro fatto rilevante di Bari, è il ritorno stesso di un comunicato ufficiale finale del vertice, che non si vedeva più da tempo, peraltro stavolta accompagnato da altri tre documenti congiunti. Il paper principale inizia come da vecchia tradizione con una valutazione della congiuntura economica, che ha risvolti positivi: «la ripresa globale guadagna slancio», anche se in diversi Paesi la crescita resta moderata e al di sotto del potenziale, mentre i rischi restano orientati al ribasso. «In questo quadro rilanciamo il nostro impegno nella cooperazione e restiamo determinati a usare tutti gli strumenti, monetari fiscali e strutturali, individualmente e collettivamente - si legge - per assicurare una crescita forte e sostenibile».
Il G7 cadeva poco dopo l'esito del ballottaggio delle presidenziali in Francia, in cui la vittoria del centrista Emmanuel Macron ha rimosso le paure di un Esagono a guida populista anti euro. E a Bari «è stato rilevato quanto sia stato notevole l'abbassamento della tensione dopo il risultato francese - ha osservato Visco - nessuno ha rilevato che ci possano essere tensioni per quello che può succedere nel nostro Paese». Insomma l'Italia può rivendicare «un G7 di grande successo per varie ragioni», ha detto ancora Padoan, anche per i vari documenti «che testimoniano l'azione concreta che portiamo avanti, e questa concretezza è stata una caratteristica della riunione». Un paper sulla crescita inclusiva, un documento sulla lotta ai crimini informatici e finanziari e uno sulla questione del money transfer.

Web tax, posizioni divergenti
Non si è invece parlato di specifiche misure di tassazione delle multinazionali digitali o di «web tax», su cui vi sono posizioni divergenti tra Paesi «anche perché l'impatto dell'economia digitale è rilevante e quindi - ha spiegato Padoan - bisogna stare attenti alle ricadute delle misure». E muoversi in solitudine potrebbe essere rischioso.
Sotto le lenti il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin che rinvia a «ulteriore lavoro da fare» l'ipotesi di un qualche accordo sulla tassazione delle grandi imprese digitali. «Abbiamo avuto una discussione molto ampia sulla fiscalità e le giurisdizioni, la tassazione sul digitale è stato solo uno degli aspetti esaminati e c'è ancora molto lavoro da fare a livello di G7». L'esponente Usa è tra i tanti che si sono complimentati per il vertice: «veramente splendido, spettacolare», quello che si è appena chiuso a Bari.