27 giugno 2017
Aggiornato 19:00
Disoccupazione giovanile

Def 217, Istat: per i giovani disoccupati trovare lavoro è un'impresa (quasi) impossibile

La disoccupazione giovanile sta diventando un vero e proprio dramma sociale. Solo il 21,2% dei disoccupati under 35 trova un nuovo impiego dopo un anno di fermo

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. (ANSA/GIORGIO ONORATI)

ROMA - Per i giovani disoccupati tra i 25 e i 34 anni è sempre più difficile trovare un lavoro. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell'anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%). Il segnale dunque è quello di una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni. A lanciare l'allarme è Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica, in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Per i disoccupati è più difficile trovare un impiego
«I dati longitudinali della Rilevazione sulle forze di lavoro - ha precisato - consentono di effettuare un'analisi delle transizioni verso l'occupazione degli individui disoccupati a un anno di distanza». L'esercizio è stato realizzato per i 25-34enni confrontando i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti. Il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo.

Il mercato del lavoro non è per i giovani
La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell'anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%). Il segnale dunque è quello di «una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni», spiega l'Istituto. La rilevazione sulle forze di lavoro mostra anche quali siano state le modalità prevalenti di successo nella ricerca di lavoro di questi giovani.

Istat: Bisogna potenziare le politiche attive
Nel quarto trimestre del 2016 i canali che più frequentemente hanno portato a un esito positivo nel trovare lavoro sono stati il ricorso alla rete di parenti e amici (il 41,9% degli occupati che non lo erano un anno prima) o la diretta richiesta a un datore di lavoro (il 18,9%). L'8% si è rivolto ad agenzie interinali o altre agenzie private di intermediazione. Solo il 2,5% degli occupati che non lo erano un anno prima ha trovato lavoro attraverso i Centri pubblici per l'impiego (la quota sale al 7,1% fra i 15 e i 24 anni). «Al fine di costruire un processo di inclusione efficace per i giovani in cerca di occupazione sarebbe dunque opportuno potenziare le risorse e gli strumenti a disposizione delle politiche attive del lavoro", conclude l'Istat.