19 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Colpo su colpo

Mediaset-Vivendi, Finivest rilancia contro i francesi: «Hanno violato i patti»

Dopo la prima udienza del processo, dal Biscione è pervenuta la richiesta di risarcimento danni ai francesi, che si aggira sul miliardo e mezzo di euro

MILANO - Una battaglia senza esclusione di colpi. E' quella che vede contrapposti Mediaset e Vivendi. Secondo la nuova accusa mossa da Finvest al gruppo francese che fa capo a Vincent Bollorè, nella sua scalata fino a quasi il 30% del capitale di Mediaset, Vivendi ha rotto il patto parasociale che le impediva di salire oltre il 3,5% del capitale del gruppo di Cologno Monzese.

Colpo su colpo durante la prima udienza
Nel corso della prima udienza del contenzioso civile sulla vicenda Premium, i legali del Biscione hanno chiesto ai francesi un risarcimento danni per violazione del patto parasociale che - stando a quanto si è appreso - faceva parte dell'accordo sulla cessione del 100% di Premium. L'udienza si è aperta con la richiesta di un risarcimento danni per diffamazione di Vivendi che si ritiene danneggiata dalla campagna mediatica sulla mancata cessione di Premium.

Vivendi: "Ci aspettavamo una Ferrari ma è arrivata una Punto"
Da parte sua, anche Mediaset, stando a quanto si è appreso (l'udienza, come da prassi, si è celebrata a porte chiuse) pretende dai francesi un risarcimento del danno per diffamazione. Nel mirino dei legali del Biscione sono finite alcune dichiarazioni dei francesi (l'ultima, quella dell'amministratore delegato Arnaud De Puyfontaine pubblicata ieri dal Financial Time) su Premium (come ad esempio «ci aspettavamo una Ferrari, ci è arrivata una Fiat Punto»).

Un unico troncone processuale
Il giudice Perrozziello si è riservato di valutare la procedibilità di tutte queste richieste di risarcimento: il codice prevede infatti l'avvio di un tentativo di mediazione obbligatoria che in questo caso non c'è stato. Il mancato acquisto del 100% della pay tv Premium da parte del gruppo che fa capo a Vicent Bollorè è sfociato in due distinti procedimenti che il giudice milanese ha deciso oggi di riunificare in un unico troncone processuale. Mediaset ha infatti citato in giudizio Vivendi sollecitando «l'effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l'8 aprile 2016».

Il Biscione chiede 1,5 mld di euro
I danni per il mancato rispetto dell'accordo sono stati quantificati dai legali del Biscione in una cifra «non inferiore a un miliardo e mezzo di euro", calcolata sulla base di «un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell'adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016». Dal canto suo, anche la capogruppo Fininvest pretende «un risarcimento dei danni già subiti» pari «a una cifra non inferiore a 570 milioni di euro, correlati fra l'altro alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell'accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all'esecuzione del contratto, nonché all'elevatissimo danno di immagine».

L'inchiesta penale contro Bollorè
Ma non finisce qui. La battaglia giudiziaria tra Mediaset e Vivendi è anche sfociata in un'inchiesta penale. La Procura di Milano ha infatti aperto un fascicolo di indagine sul tentativo di scalata dei francesi al gruppo di Cologno Monzese. L'indagine condotta dal pm Fabio De Pasquale ha portato per il momento all'iscrizione nel registro degli indagati del numero uno di Vivendi, Vicent Bollorè, e dell'amministratore delegato De Puyfontaine. L'accusa, per loro, è aggiotaggio.