15 ottobre 2019
Aggiornato 10:30
Peugeot Citroen compra Opel

Peugeot-Opel, nozze da 2,2 miliardi: nasce il secondo gruppo dell'auto in Ue

Una maxi operazione da 2,2 miliardi di euro è quella appena realizzata Peugeot Citroen per acquistare Opel e altre attività sull'auto europee di General Motors. L'ad Carlos Tavares rassicura sugli impianti in funzione

PARIGI - Ormai è ufficiale. Opel e le altre attività sull'auto europee di General Motors, tra cui la britannica Vauxhall passano ai francesi di Psa Peugeot Citroen. Un gruppo che in questo modo compie un balzo in avanti nella graduatoria dei produttori europei, piazzandosi al secondo posto alle spalle di Volkswagen con una capacità annua di 4,3 milioni di veicoli. Anche così Psa resterà lontano dai vertici globali, la stessa Volkswagen e Toyota si contendono la prima piazza attorno a quota 10 milioni di veicoli l'anno, ma compie una seria manovra per mettere fine alla perdita di quote sul mercato del Vecchio Continente.

Una maxi operazione da 2,2 miliardi di euro
Psa sborserà con un misto di contati e titoli 1,3 miliardi di euro per aggiudicarsi i due marchi europei e, assieme a Bnp Paribas, altri 900 milioni di euro per rilevare l'intera finanziaria europea di Gm. L'ammontare della transazione si aggira complessivamente sui 2,2 miliardi di euro e, secondo quanto annunciato dalla società francese con un comunicato, tutta l'operazione dovrebbe perfezionarsi entro la fine dell'anno. Tutto questo però è solo l'inizio di un percorso che punta a riportare sul terreno della redditività un insieme di attività che hanno navigato sistematicamente in rosso da molti anni.

Timori sui livelli occupazionali
Nell'ultimo quindicennio Gm aveva accumulato perdite per circa 15 miliardi di euro. Psa ha parlato di sinergie per 1,7 miliardi di euro da qui al 2016 e, a fronte dei timori sui livelli occupazionali che da più parti erano stati espressi nelle passate settimane, mentre si stavano svolgendo i negoziati con Gm, alla conferenza stampa di presentazione dell'accordo l'amministratore delegato del gruppo Carlos Tavares ha voluto rassicurare, ma solo fino ad un certo punto. «Tutti avranno l'opportunità di raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di efficacia, e fino a quando procederemo in questa direzione non sarà necessario chiudere impianti», ha detto.

Il ritorno alla redditività è previsto in 3 anni
In pratica: fin quando le cose verranno fatte come chiede la direzione non ci saranno tagli. L'idea di chiudere una fabbrica è peraltro «piuttosto semplicistica», ha aggiunto il manager. «Ci sono veramente tante cose che si possono fare per migliorare l'efficienza dell'azienda. Lo abbiamo imparato negli ultimi tre anni e ora lo possiamo mettere a disposizione di Opel e Vauxhall». Il ritorno alla redditività è previsto in 3 anni. Guarda caso proprio il periodo di tempo trascorso da quando era stata la stessa Psa a trovarsi in un quadro di pesanti difficoltà di bilancio, superato anche grazie all'ingresso nel capitale dello stato francese assieme ai cinesi di Dongfeng.

Un'acquisizione clamorosa
Da questo punto di vista l'acquisizione appena concordata da Peugeot Citroen è abbastanza clamorosa, perché dimostra il successo nell'aver rimesso in carreggiata l'intero gruppo. In Francia, dal mondo politico a quello sindacale sono fioccati commenti positivi, almeno per ora. Secondo il presidente Francois Hollande si tratta di «una bella operazione» che al tempo stesso dimostra come lo Stato abbia avuto ragione a suo tempo a sostenere il gruppo. Secondo Christian Lafaye di Force Ouvrière si tratta di «una giornata storica» che segna il ritorno della società «dall'inferno» e offre «un trampolino di lancio per il lavoro» nei Paesi coinvolti. La produzione cumulata di Psa e Opel raggiungerà il 17 per cento del totale europea, alle spalle del 24 per cento di Volkswagen.