16 gennaio 2021
Aggiornato 12:30
Draghi e il QE

La Bce resta immobile: Draghi lascia i tassi ai minimi storici

Tassi fermi ai minimi storici e avanti con gli acquisti di titoli da 80 miliardi di euro al mese. Niente tapering in vista per il QE, ma il governatore centrale chiede più riforme strutturali a tutti i paesi membri per vincere la crisi economica

FRANCOFORTE - Tassi fermi e avanti con gli acquisti di titoli da 80 miliardi di euro al mese. Come ampiamente atteso, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha confermato lo status quo sulla politica monetaria. Innanzitutto sul costo del danaro. Il principale tasso di rifinanziamento alle banche resta a zero, il tasso sui depositi che le banche stesse parcheggiano presso la Bce resta al meno 0,40 per cento. Infine, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali resta allo 0,25 per cento.

La Bce resta immobile
Quanto alle misure non convenzionali, il Direttorio ha nuovamente confermato l'intenzione di condurre gli acquisti mensili di attività per 80 miliardi di euro sino alla fine di marzo 2017, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. L'esito era previsto, come avevamo già avuto modo di sottolineare, anche perché lo scorso settembre il presidente Mario Draghi aveva fatto capire che eventuali decisioni - in particolare un nuova proroga del Quantitative Easing – sarebbero state prese a dicembre.

Niente tapering per il QE
La ripresa economica dell'area euro si conferma «moderata ma stabile», mentre l'inflazione continua una graduale risalita in linea con le attese. «L'economia dell'eurozona ha continuato a mostrare resistenza agli effetti avversi, come l'incertezza politica», aiutata dalle misure della Bce «che assicurano condizioni molto favorevoli per imprese e famiglie», ha dichiarato il governatore Draghi nella consueta conferenza stampa delle ore 14,30. Tuttavia, per il presidente della Bce «lo scenario di base resta soggetto a rischi al ribasso». Il Consiglio direttivo non ha comunque discusso di ipotesi di «tapering», cioè la progressiva rimozione degli stimoli monetari (LEGGI ANCHE "Bce, perché il QE di Mario Draghi non ha effetto sull'economia reale"). Secondo Mario Draghi «è improbabile» che il piano di acquisto di titoli si chiuda in maniera «brusca».

Draghi chiede più riforme strutturali
E per quanto riguarda i problemi delle banche europee non ci sarebbero «ragioni per particolari timori». Per il momento infatti «non c'è nessuna possibilità che ciò accada» ha risposto il governatore centrale a chi ipotizzava l'utilizzo delle regole europee sul bail in per un eventuale grande gruppo bancario. Invece, Mario Draghi è tornato a richiamare i Paesi dell'area euro sulle riforme strutturali: bisogna «impartire una accelerazione» a questo capitolo, ha detto nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo. «Servono a tutti i Paesi, anche se le necessità variano da caso a caso». In particolare bisogna intraprendere iniziative per «aumentare la produttività e migliorare il contesto a favore delle imprese», anche con infrastrutture adeguate, ha concluso Draghi.