26 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Bpvi sanzionata dall'Antitrust

Come agiva la Banca Popolare di Vicenza, condannata a pagare 4,5 milioni di multa

L'Antitrust ha condannato la BpVi a pagare una multa da 4,5 milioni di euro per aver adottato una pratica commerciale scorretta nei confronti dei clienti, spingendoli ad acquistare pacchetti da 100 azioni per ottenere i cosiddetti «mutui-soci»

VICENZA – Proprio mentre all'orizzonte si profila la fusione con Veneto Banca, arrivata la condanna dell'Antitrust per la Banca Popolare di Vicenza. L'istituto vicentino dovrà pagare una sanzione da 4,5 milioni di euro per aver messo in atto una pratica commerciale scorretta. L'autorità ha accertato che la banca ha costretto molti clienti nel triennio 2013-2015 ad acquistare le sue azioni in cambio di mutui a tassi agevolati. Ecco cos'erano i «finanziamenti baciati» e cosa c'entra lo «schema Zonin».

Una multa da 4,5 milioni di euro
L'Antitrust ha condannato la Banca Popolare di Vicenza a pagare una multa da 4,5 milioni di euro. Secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la Banca nel periodo 2013-aprile 2015 avrebbe «condizionato l'erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all'acquisto da parte degli stessi di proprie azioni od obbligazioni convertibili», al fine di «giungere al successo delle citate operazioni di aumento di capitale e raggiungere gli obiettivi ivi prefissati».

Una pratica commerciale scorretta
In pratica, i clienti della banca venivano costretti a diventare soci per ottenere in cambio un mutuo agevolato. Un do ut des che permetteva ai consumatori di ottenere dei finanziamenti particolarmente favorevoli e alla banca di finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. Ma non finisce qui. L'Antitrust ha accertato che la BpVi ha obbligato i consumatori all'apertura di un conto corrente soci collegato al mutuo presso la stessa banca.

Pacchetti minimi da 100 azioni per i mutui-soci
E in questo modo ha posto in essere una pratica legante mutui-conti correnti vietata dal Codice del Consumo. Secondo l'Autorità «le condotte della Banca Popolare di Vicenza hanno limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento, inducendoli ad assumere una decisione commerciale che non avrebbero altrimenti preso». Come riporta il Fatto Quotidiano, infatti, i clienti dovevano acquistare pacchetti minimi da 100 azioni l'uno per poter ottenere i cosiddetti «mutui soci».

I «finanziamenti baciati» e lo «schema Zonin»
Come avevamo già avuto modo di argomentare, infatti, i magistrati di Vicenza stavano indagando da tempo sul dissesto finanziario della Banca Popolare di Vicenza e, in particolare, su un anomalo flusso di finanziamenti elargiti dall'istituto tra il 2012 e il 2014. Gli onerosi prestiti in questione, denominati «finanziamenti baciati», sarebbero finiti soprattutto nei conti correnti di imprenditori vicini al management dell'istituto. L'ex presidente Giovanni Zonin avrebbe messo in atto un vero e proprio schema, ribattezzato appunto «schema Zonin», per truffare circa 120 mila azionisti: cioè clienti-soci indotti ad acquistare i titoli della banca che di lì a poco sarebbero divenuti carta straccia.