22 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
una legge da cambiare

Fisco, maxi sconto sulle tasse di successione ai figli degli imprenditori. Lo sapevate?

La successione in Italia favorisce i ceti più ricchi. Esiste, infatti, un privilegio riservato agli imprenditori che consiste in sgravi fiscali molto generosi per gli eredi che proseguono l'attività di famiglia. Ecco perché la norma andrebbe cambiata

I figli degli imprenditori non pagano la tassa di successione. Lo sapevate?
I figli degli imprenditori non pagano la tassa di successione. Lo sapevate? Shutterstock

ROMA – Il tessuto imprenditoriale italiano è costituito soprattutto di piccole e medie imprese, spesso a gestione familiare. Ma all'origine di questo status quo contemporaneo, oltre a fattori economici e culturali legati alle caratteristiche specifiche del nostro territorio, c'è anche una ragione specificatamente fiscale. Lo sapevate che le tasse di successione non si applicano agli eredi degli imprenditori defunti, se questi si impegnano a proseguire l'attività dell'impresa familiare per almeno cinque anni?

La successione in Italia
In Italia capita spesso che alla morte di un imprenditore sia il suo erede a succedergli alla guida di un'azienda. Non sempre, tuttavia, si tratta della scelta migliore in termini di professionalità e competenze per il ruolo che il designato andrà a ricoprire. Da un lato la successione è nella maggior parte dei casi una questione «di famiglia» e viene decisa proprio in base all'albero genealogico, piuttosto che con un'attenta selezione dei curricula. Dall'altro, nella maggior parte dei casi, sono proprio i figli a voler seguire le orme dei padri.

Un privilegio riservato agli imprenditori
Non sempre, tuttavia, i futuri capoazienda scelgono di intraprendere la suddetta via per nobili ragioni. Sembrerebbe che lo status quo sia dettato da ragioni culturali, visto che la famiglia è tutt'ora al centro della società e dell'economia italiana. Ma c'è anche dell'altro. Una ragione fiscale che favorisce la successione da un imprenditore a un altro nella stessa famiglia. Secondo la legge italiana, infatti, gli eredi di un imprenditore sono esentati dal pagamento delle tasse di successione se si impegnano a proseguire l'attività imprenditoriale familiare per almeno cinque anni dalla morte del defunto.

Sgravi fiscali molto generosi
Come ci spiegano in un articolo Massimo Bordignon e Andrea Prat, pubblicato su Lavoce.info, è un vero e proprio privilegio riservato a una categoria di cittadini specifica. Sono sgravi fiscali molto, molto vantaggiosi. Tanto più generosi quanto più grande è l'importo dell'eredità sulla quale dovrebbero applicarsi le tasse di successione. L'imposta è dovuta al Fisco solo nel caso in cui l'erede decida di vendere l'attività prima dei cinque anni pattuiti. Di fatto, è un sussidio riservato alla classe sociale degli imprenditori.

Meglio un manager non di famiglia
E se da un lato è facile immaginare che la ratio della norma sia da ricercare nell'esigenza che ha il legislatore di tutelare e sostenere il tessuto imprenditoriale nazionale perché è il motore dell'economia reale del paese, dall'altro ci sembra un privilegio divenuto anacronistico. Soprattutto perché, alla luce di alcuni recenti studi americani, si tratta di un sussidio dannoso per l'economia di un sistema paese. E' stato dimostrato, infatti, che è diseconomico: generalmente la relazione tra management familiare e performance aziendale è negativa. I «figli di» risultano meno preparati e competenti rispetto ad un outsider e più propensi a lavorare di meno.

Perché la norma andrebbe cambiata
Quindi, alla luce del preoccupante aumento delle diseguaglianze economico-sociali tra i cittadini più poveri e quelli più ricchi, sarebbe forse il caso di rivedere (o abolire) una norma che sembra favorire esclusivamente i ceti più benestanti. Magari allungando da cinque a dieci anni il vincolo del proseguimento dell'attività d'impresa, così da premiare sul serio gli eredi più meritevoli ai fini dell'economia nazionale: quelli davvero intenzionati a portare avanti con profitto l'impresa di famiglia, e che non si limiteranno a venderla il prima possibile subito dopo essere riusciti ad evitare di dover pagare una onerosa tassa di successione.