31 maggio 2020
Aggiornato 03:30
l'annuncio di penati

Fondo Atlante, potrebbe già essere l'ora del "bis"

Mentre si cerca un partner per la Banca popolare di Vicenza, si profila all'orizzonte una maxi operazione da 2 miliardi sugli Npl. L'emissione, però, non verrà effettuata dal Fondo Atlante ma probabilmente da un altro veicolo

ROMA - Il numero uno del fondo Atlante, Alessandro Penati, è intervenuto ieri al Festival dell'Economia di Trento e ha annunciato la possibile creazione di un altro fondo a garanzia del sistema bancario italiano. E' imminente un Atlante bis?

Un partner per la Banca popolare di Vicenza
Per la Banca popolare di Vicenza potrebbe esserci una ristrutturazione entro la fine dell'anno e anche l'alleanza con un partner. Lo ha affermato il numero uno del fondo Atlante, Alessandro Penati, secondo cui «cercheremo di dimostrare entro quest'anno che anche in Italia si possono fare le ristrutturazioni".  Il fondo, ha spiegato Penati intervenendo al Festival dell'economia, può soltanto nominare il Cda senza poter gestire la banca o svolgere attività di controllo, «deve solo cercare di fare utili e non perderli. Delle sorprese possono arrivare entro la fine dell'anno, possiamo anche tentare di trovare un partner: non siamo pazzi ma tentiamo».

Una maxi operazione da 2 mld
Il presidente di Quaestio Sgr ha confermato inoltre «l'interesse» da parte di altri istituti di credito, tra cui Bper, senza però indicare i soggetti e le proposte avanzate. L'operazione sui non-performing loans (Npl) che il fondo Atlante sta preparando sarà da almeno 2 miliardi. Secondo Penati, «l'importante non è la leva, ma creare un mercato": finché ci sono investimenti solo da 300-400 milioni, sono illiquidi e non si crea un mercato. "Servono emissioni molto grosse e molto liquide. Il benchmark deve essere un'emissione molto, molto grossa».

Si profila un fondo Atlante bis
All'orizzonte, quindi, sembra esserci una maxi operazione sugli Npl da almeno 2 miliardi, ma non è detto che sia Atlante a metterla in atto.  «L'emissione verrà fatta da un veicolo, non da Atlante", ha proseguito Penati e ha aggiunto che: «la prima cosa da fare è andare dentro la banca, capire cosa c'è, aiutare a organizzare e costruire il portafoglio, fare la valutazione». Nella comunità finanziaria internazionale c'è un forte scetticismo sulla capacità d'intervento del fondo Atlante, ma la missione di risanamento che gli è stata affidata non è impossibile.

Un mercato da 120 miliardi di attività illiquide
Secondo Penati, «c'è un enorme scetticismo, ma fino a un certo punto: dicono che con i soldi che abbiamo non si può risolvere il problema degli Npl. Secondo me sbagliano».La questione è creare un mercato di 120 miliardi di attività illiquide: si tratta di spostare 120 miliardi dai bilanci delle banche agli investitori privati, e 120 miliardi è una quantità minima. «Dal punto di vista finanziario non è una cosa impossibile e lo si può fare nel giro di mesi, non di anni. Il vero problema del sistema bancario italiano - ha concluso il presidente della Quaestio Sgr  - non è il contagio del fondo Atlante».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal