19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
meno norme, più trasparenza

Nuovo Codice Appalti, ecco le novità più importanti del testo definitivo approvato dal Cdm

Con il nuovo codice degli appalti, si passa dai 660 articoli precedenti ai 217 oggi in vigore. I temi particolarmente significativi riguardano il BIM, i concorsi di progettazione obbligatori, gli appalti dei lavori, il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, il baratto aministrativo e il ruolo dell'Anac

Il Cdm ha approvato il nuovo codice degli appalti.
Il Cdm ha approvato il nuovo codice degli appalti. Shutterstock

ROMA – E' stato approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il nuovo codice degli appalti. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista per il 18 aprile, inizierà l'iter per l'approvazione delle linee guida da parte dell'Autorità nazionale anticorruzione (ENAC). Secondo il premier, Matteo Renzi, è «un passo in avanti tutt'altro che secondario, un'operazione che continua a sbloccare i lavori fermi in Italia.»

Da 660 articoli a 217
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato che il nuovo codice degli appalti «ha meno norme», il che permetterà «una grande battaglia contro la corruzione». Il vecchio codice aveva più di 660 articoli e 1500 commi, ora è stato ridotto a 217 articoli. Si dice addio anche alla legge Obiettivo, perché torna centrale la programmazione delle opere infrastrutturali. Tra le novità introdotte, un «albo dei collaudatori» e un «albo delle imprese». Ecco i temi più importanti della riforma:

  • BIM
    Con l'approvazione del nuovo codice degli appalti, le Stazioni Appaltanti potranno chiedere l’uso del Building information modeling (BIM) per le nuove opere e i servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni).
  • Concorsi di progettazione obbligatori
    In caso di interventi di particolare importanza dal punto di vista architettonico o paesaggistico sarà obbligatorio d'ora in poi bandire un concorso di progettazione. Dopo una prima fase di valutazione di tutte le proposte presentate, saranno scelti al massimo dieci progetti per la selezione finale e almeno tre dei progettisti scelti dovranno essere iscritti regolarmente agli Albi professionali da meno di cinque anni.
  • Appalti dei lavori
    Per l’affidamento di lavori di importo compreso tra le 40 mila e le 150 mila euro dovranno essere consultati almeno cinque operatori. Tra i 150 mila euro e 500 mila euro sarà possibile usufruire della procedura ristretta, ma previa consultazione di almeno dieci operatori. Per l'affidamento di lavori oltre i 500 mila euro si utilizzeranno invece le procedure ordinarie.
  • Il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa
    E' una delle grandi novità del nuovo codice Appalti. Per l'aggiudicazione delle gare d’appalto ora si utilizzerà il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa: significa che per i lavori di importo superiore ai 500mila euro, il prezzo dovrà sempre essere controbilanciato da valutazioni sulla qualità delle proposte presentate. Non varrà più il criterio del massimo ribasso.
  • Subappalto inferiore al 30% dell'importo complessivo
    D'ora in poi, il subappalto non potrà superare la quota del 30% dell’importo complessivo del contratto e il vincitore di una gara potrà ricorrere ad esso solo se questa possibilità era già presente nel bando.
  • Il «baratto amministrativo»
    E' una novità a servizio dei cittadini. Con il «baratto amministrativo», infatti, gruppi di cittadini potranno organizzarsi per realizzare opere di interesse sociale e culturale, senza oneri per l’ente, che però riconoscerà loro riduzioni o esenzioni di tributi per l'attività svolta a servizio della collettività.
  • La qualificazione delle imprese
    L'Anac definirà dei requisiti reputazionali per le imprese, valutati sulla base di indici qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili, ma anche sulla base di accertamenti effettuati per misurare il suo livello di affidabilità, prendendo in considerazione anche il comportamento dell'impresa nei precedenti appalti.
  • Il ruolo dell’Anac e le débat public
    L'Anac, oltre a definire i criteri per la qualificazione delle imprese, avrà anche una serie di responsabilità e compiti aggiuntivi allo scopo di vigilare sul rispetto di tutta la normativa in materia di contratti pubblici. Inoltre, per le grandi opere infrastrutturali è previsto il ricorso obbligatorio al pubblico dibattito. Sarà proprio l'Anac a valutare di volta in volta quando dovrà essere utilizzato.