25 settembre 2020
Aggiornato 18:00
superano di 8 volte la media ue

Fisco, Corte dei Conti: «In Italia tasse record sul lavoro e sull'impresa»

La distribuzione del prelievo fiscale pesa più sul lavoro e l'impresa, molto meno sui consumi e il capitale. Una distorsione che, secondo la Corte dei Conti, danneggia l'economia

ROMA - La Corte dei Conti ha presentato oggi il rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica. L'Italia è al secondo posto nel mondo per il livello dell'erosione fiscale. Secondo posto, ma questa volta nell'Unione Europea, anche per quanto riguarda il prelievo sui redditi da lavoro: il 42,8% supera di otto volte la media Ue. E conquista pure il terzo posto per il prelievo sui redditi d'impresa.

L'Italia è seconda al mondo per l'erosione fiscale
Le agevolazioni fiscali sono aumentate sfiorando quota 800, con un vuoto di gettito di 313 miliardi. Lo sottolinea la Corte dei Conti nel rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica. «Il fenomeno delle agevolazioni - afferma la magistratura contabile - si estende a tutto il sistema tributario. Rispetto al 2011 (720 agevolazioni e un vuoto di gettito per 254 miliardi), si può oggi stimare una significativa dilatazione sia nel numero (799 miliardi) sia nella perdita di entrate che ne deriva (313 miliardi). Questo - aggiunge la Corte dei Conti - spiega la collocazione dell'Italia al secondo posto nella graduatoria internazionale sul livello di erosione del sistema fiscale».

Secondo posto anche per le tasse sul lavoro
L'Italia è al secondo posto nell'Unione europea «quanto a prelievo gravante sui redditi da lavoro con il 42,8%, quasi otto punti oltre la media europea». E al terzo posto poi nella classifica del prelievo dei redditi d'impresa: circa il 26%, «ossia ben oltre il 50% della media Ue». L'Italia, aggiunge la magistratura contabile, «è al 22esimo posto in Europa (con il 17,7%) nel prelievo sui consumi, quasi quattro punti in meno rispetto all'Ue, e al quarto posto sia nel prelievo sugli immobili sia in quello gravante sull'energia».

Il livello dell'Iva è il più basso tra i paesi Ue
L'Italia, continua la Corte dei Conti, «continua a distinguersi nel contesto europeo per livello e distribuzione del prelievo. La distribuzione del prelievo si segnala per un onere a carico dei fattori produttivi (redditi da lavoro e di impresa) decisamente superiore a quello sopportato dai consumi e dal capitale. Uno squilibrio che viene da lontano e che si consolida nel primo quindicennio degli anni 2000. L'imposizione sui consumi - aggiunge la magistratura contabile - è condizionata dall'Iva, il cui rendimento non raggiunge il 6% del Pil, il livello più basso tra i Paesi Ue».

Gutgeld: Il governo combatterà l'evasione
Alla questione sollevata dalla Corte dei Conti si è affrettato a rispondere il governo Renzi, che ha comunicato di non voler aumentare l'Iva e punta invece a ridurre l'evasione sull'imposta. Lo ha assicurato Yoram Gutgeld, consigliere economico del premier Matteo Renzi, dopo la presentazione del rapporto 2016 della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica. «Non faremo un intervento sull'Iva - ha detto Gutgeld - con tutto il rispetto (per la Corte dei Conti, ndr) noi non aumenteremo l'Iva. Il problema vero dell'Iva è l'evasione - ha concluso il commissario alla spending review - e su questo c'è un percorso: la strada è andare verso la digitalizzazione delle transazioni di business. Questa è la strada che abbiamo avviato e su cui stiamo lavorando».