30 settembre 2020
Aggiornato 01:30
dopo la decisione dell'ue

Olio tunisino, Meloni: «I deputati del Parlamento europeo sono dei traditori»

L'immissione del nuovo contingente agevolato di olio tunisino dovrebbe portare le importazioni oltre quota 130mila tonnellate: ciò rischia di essere un serio danno per i nostri olivicoltori

ROMA - L'immissione del nuovo contingente agevolato di olio tunisino che dovrebbe portare il totale dell'importazione di olio annuale oltre quota 130mila tonnellate, «è chiaro che rischia di essere un serio danno per i nostri olivicoltori. E in un momento in cui si cerca di risollevarsi da una annata horribilis come quella del 2014 non era proprio la misura migliore per i nostri olivicoltori». E' il commento di Enrico Lupi, presidente della associazione nazionale Città dell'olio e di Re.Co.Med (rete Città dell'olio del Mediterraneo), dopo il via libera del Parlamento Ue all'aumento di import dalla Tunisia di 35mila tonnellate di olio di oliva per il 2016 e per il 2017 senza dazi.

La vera sfida è quella di tutelare il made in Italy
Lupi però esorta anche a ragionare sul fatto che «la vera sfida, non è tanto quella di contrastare le importazioni di olio che sono necessarie per sopperire, purtroppo, ad un deficit produttivo ed al consumo interno, quanto quella di avere una normativa per rendere veramente tracciabile ed identificabile la vera produzione olearia italiana». «Siamo sicuri - dice - che approvando finalmente il Piano Olivicolo Nazionale, e rendendo operative le leggi esistenti, come la Salva Olio Mongiello, potremo lavorare finalmente sulla italianità di un prodotto, che deve essere un valore aggiunto in quanto riferito ad un origine territoriale specifica determinata dai propri oliveti e dalla varietà di olive coltivate ed utilizzate. E' su questo fare cultura - conclude Lupi - che l'associazione nazionale Citta dell'Olio lavora giorno dopo giorno al fianco delle Istituzioni per rendere il cittadino cosciente di un consumo consapevole. Tutti obiettivi sui quali sta puntando da sempre l'Associazione Nazionale Città dell'Olio con le proprie iniziative»

Meloni: Sono dei traditori
Le critiche alla decisione del Parlamento Europeo arrivano anche da Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. «Sono tutti del Pd gli eurodeputati italiani che hanno votato sì all'importazione in Europa di 35 mila tonnellate di olio tunisino senza dazi. Io li chiamerei traditori, voi?", scrive su Facebook la presidente Giorgia Meloni. E alla sua protesta fa eco quella del capogruppo di Fdi, Fabio Rampelli: «Dal parlamento europeo un nuovo colpo micidiale al Made in Italy e all'eccellenza della nostra filiera agroalimentare. Il via libera all'olio di oliva tunisino, proprio oggi che la Camera è impegnata sull'anticontraffazione - aggiunge - è un chiaro segnale di quanto la burocrazia europea tuteli i nostri prodotti. Che sono prodotti europei. Boicottare l'olio tunisino? Non solo. Boicottiamo questa Europa che non ci ama e che non amiamo. Noi l'olio tunisino non lo vogliamo. Useremo solo quello extravergine di oliva delle nostre terre».