15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Gabrielli minaccia di precettare

Metro, revocato lo sciopero dei manutentori

La Fiom risponde al prefetto e revoca lo sciopero di sette giorni indetto dai lavoratori della Caf, che rischiano il licenziamento coatto

ROMA - «Revochiamo lo sciopero. Ci hanno comunicato l'apertura du un tavolo di confronto con il Comune di Roma, Atac e l'azienda Caf sul futuro dei lavoratori, la prima riunione venerdì prossimo». È così che la Fiom risponde al prefetto di Roma Franco Gabrielli che minacciava di precettare i lavoratori della Caf addetti alla manutenzione dei treni della metropolitana, che avevano indetto uno sciopero di sette giorni. Gabrielli era stato chiaro: «È illegittimo. Se domani non si darà corso positivo precetteremo».

Contro il licenziamento coatto
Lo sciopero era stato annunciato dalla Caf contro i licenziamenti collettivi decisi dall'azienda. A scioperare sarebbero stati i lavoratori del deposito dell'Atca a Magliana e quello a Osteria del Curato. L'azienda in questione ha circa settanta lavoratori sul territorio romano, che si occupano di manutenzione e riparazione dei treni che viaggiano sulle linee della metropolitana di Roma e su quella che collega la città a Ostia. Che cosa è successo? L'azienda dei trasporti romana ha deciso di affidare le attività di manutenzione dei treni a lavoratori interni, avviando così le procedure di licenziamento per quelli della Caf. Atac, spiegano da Fiom, si sarebbe rifiutata «persino di discutere la possibilità di ricorrere agli esodi volontari e alla ricollocazione in altri cantieri operanti sul territorio nazionale».

«Ci dispiace, ma siamo disperati»
Non era stata una decisione presa a cuor leggero, quella dei lavoratori Caf: «Ci dispiace aver dovuto prendere una decisione così grave e dalle imprevedibili conseguenze sulla tenuta del trasporto pubblico specialmente in una fase così importante per la nostra città come quella del Giubileo appena aperto. Ma siamo disperati. Prima della fine dell'anno molti di noi perderanno il proprio posto di lavoro, e con esso la fonte principale e molto spesso unica di sostentamento delle nostre famiglie».

Lo stop dell'Autorità per la garanzia degli scioperi
A farsi sentire, però, è stata immediatamente l'Autorità per la garanzia degli scioperi, che aveva replicato che «con riferimento alla proclamazione da parte di Fiom Cgil Col, di uno sciopero dal 9 al 16 dicembre 2015, riguardante il personale dipendente dell'Azienda Caf Italia, operante presso Atac, ha scritto all'organizzazione sindacale, per chiedere l'immediata revoca dello sciopero». E continuava ancora: «Allo stato, infatti,dal documento di proclamazione, emergono diffuse violazioni della legge: mancato rispetto della franchigia giubilare; mancato esperimento delle procedure di raffreddamento e conciliazione; mancato rispetto del termine di preavviso; eccessiva durata della prima azione di sciopero; mancata predeterminazione delle modalità di sciopero; mancata garanzia delle prestazioni indispensabili; mancato rispetto dell'intervallo minimo tra scioperi nello stesso bacino, con riguardo allo sciopero effettuato lo scorso 4 dicembre dai dipendenti Atac aderenti al Sindacato Cambia-menti. Resta fermo che l'Autorità si riserva l'apertura di un procedimento per valutare l'applicabilità delle sanzioni previste dalla legge».