23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Si accentua la risposta di mercato a persistente inazione Opec

Petrolio ai minimi da quasi 7 anni

Se possibile, dall'ultimo vertice che si è tenuto a Vienna, dove ha sede il quartier generale dell'Organizzazione, i Paesi Opec sono apparsi ancor più divisi. E questo ha fatto del tutto svanire le ipotesi di manovre restrittive sulla produzione che invece erano lievitate nelle sedute precedenti.

ROMA - Regalo di Natale anticipato, per gli automobilisti alle stazioni di servizio. Ci ha pensato (si fa per dire) l'Opec, il cartello dei Paesi esportatori di petrolio, che nell'ultima riunione dell'anno ha pensato bene di mostrare lo stesso atteggiamento di divisione in base al quale, da mesi, appare incapace di reagire ai cali dei prezzi. E così la caduta delle quotazioni del greggio è subito ripartita, già venerdì al termine della riunione, e proseguita accenttuandosi all'avvio della nuova settimana.

Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, cede 1,76 dollari rispetto all'ultimo fixing, portandosi a 41,24 dollari, in prossimità dei minimi dal febbraio del 2009. A New York il barile di West Texas Intermediate è ricaduto sotto la soglia psicologica dei 40 dollari, fino a sprofondare ad un minimo di seduta di 37,96 dollari.

Se possibile, dall'ultimo vertice che si è tenuto a Vienna, dove ha sede il quartier generale dell'Organizzazione, i Paesi Opec sono apparsi ancor più divisi. E questo ha fatto del tutto svanire le ipotesi di manovre restrittive sulla produzione che invece erano lievitate nelle sedute precedenti.

L'Arabia Saudita, primo produttore mondiale, al momento non sembra minimamente disponibile a stringere i rubinetti e compromettere la sua quota di mercato, a beneficio di altri Stati. L'Iran si appresta a incrementare la sua produzione, a conseguenza del venir meno di anni di misure di embargo.

Altri Stati Opec premono da tempo per una stretta, come il Venezuela, ma appaiono del tutto incapaci di coalizzare consenso a sufficienza. L'unico scenario in cui sarebbe ipotizzabile un taglio all'offerta di oro nero sarebbe quello di una operazione coordinata con i Paesi non Opec, che tuttavia a questo punto appare ancora più remoto.