30 luglio 2021
Aggiornato 03:00
Finanza & Mercati

Banche USA vogliono gestire il trading dello Yuan a Wall Street

L'ex sindaco di New York Michael Bloomberg presiede un gruppo appena formato e avente l'obiettivo di creare un quadro di regole proprio per quelle attività.

NEW YORK - Wall Street spinge per gestire per la prima volta in USA il trading e il clearing dello yuan.
L'ex sindaco di New York Michael Bloomberg presiede un gruppo appena formato e avente l'obiettivo di creare un quadro di regole proprio per quelle attività. Il fatto che ne facciano parte anche due ex segretari del Tesoro americani protagonisti dell'ultima crisi finanziaria, Hank Paulson e Tim Geithner, dimostra l'ambizione che permetterebbe alle aziende di effettuare pagamenti in yuan e regolamenti finali (ossia il momento conclusivo di una transazione) in Usa. Mary Shapiro, ex numero uno della Securities and Exchange Commission, sarà vicepresidente del gruppo.

«Portare avanti un meccanismo di scambio della valuta cinese negli Stati Uniti migliorerà la competitività delle aziende Usa e allo stesso tempo promuoverà l'economia e il settore finanziario americani», ha dichiarato in una nota Bloomberg, a capo dell'omonimo colosso dei media specializzato in informazione finanziaria.

Banche americane come Citigroup, JP Morgan Chase e Goldman Sachs e quella cinese Industrial & Commercial Bank of China fanno parte del gruppo così come la Camera di commercio Usa. L'idea è che portare il trading e il clearing dello yuan in Usa abbasserà i costi per le aziende americane che comprano beni e servizi dalla nazione asiatica. Per la Cina, creare un hub in mercati finanziari come New York rappresenterebbe un'altra pietra miliare nel suo piano volto a fare emergere il renminbi come una valuta globale. Oggi per esempio il Fondo monetario internazionale dovrebbe annunciare l'inclusione dello yuan nel suo basket di valute di riserva che attualmente comprente, dollaro Usa, yen, euro e sterlina.

La Cina ha fatto vari passi per ampliare il trading dello yuan: all'inizio di quest'anno è stato stabilito un hub per il clearing della sua valuta in due dei maggiori centri finanziari, Londra (Regno Unito) e Toronto (Canada). Per Bloomberg centrare l'obiettivo potrebbe significare anche più business per la sua azienda, che compete con Dow Jones (che controlla il Wall Street Journal).