26 giugno 2019
Aggiornato 01:30
Petrolchimico

Descalzi: «In questo momento non compriamo, al massimo vendiamo»

Eni non è interessata a rilevare gli asset del gas di Edison, quanto a Saipem l'ad ha spiegato: «Non è che vogliamo uscire ma vogliamo metterci in una situazione corretta dove ognuno gestisce e controlla le sue finanze»

ROMA - Eni non è interessata a rilevare gli asset del gas di Edison. Lo ha affermato l'amministratore delegato , Claudio Descalzi, nel corso dell'Italian energy summit. «Non facciamo M&A, in questo momento non compriamo, al massimo vendiamo», ha detto.

SAIPEM GIOIELLO, NON VOGLIAMO USCIRE - Quanto a Saipem, «è un gioiello per l'Italia, è un'azienda estremamente completa perché copre tutti i campi dell'energia. Abbiamo detto che vogliamo deconsolidare il debito, è una cosa sana che ognuno abbia la sua struttura finanziaria, non è che vogliamo uscire ma vogliamo metterci in una situazione corretta dove ognuno gestisce e controlla le sue finanze. Questo è l'obiettivo, non appena avremo novità le annunceremo di Saipem se ne parla troppo e a sproposito, quando avremo informazioni ve le daremo», ha spiegato Descalzi. Alla domanda se ci potrebbero essere novità tra un mese con la presentazione del piano industriale di Saipem, il manager si è limitato ad osservare: «quello è il piano di Saipem, riguarda Saipem». La controllata di Eni infatti ha un debito netto di oltre 5,5 miliardi di euro e oltre ad aver annunciato il licenziamento di circa 8mila 800 dipendenti non ha presentato altri piani per ridurre la propria esposizione. Ad agosto l'amministratore delegato, Stefano Cao, aveva detto che la società sta valutando tutte le possibili soluzioni per risanare i conti e «lanciare un piano aggressivo di efficienza e ristrutturazione, appoggiandosi sulle eccellenze».

PETROLIO A 90$ IN 3 ANNI - Quindi il numero uno del Cane a sei zampe ha rivisto al rialzo la sua previsione sui prezzi petroliferi nei prossimi anni: «E' molto probabile che alla fine di questo ciclo, tra 2,5-3 anni, ci sia un nuovo rimbalzo a 70-80-90 dollari al barile», ha detto nel corso dell'Italian energy summit. «Non sarà immediato perché deve riequilibrarsi il sistema e devono tornare gli investimenti che negli ultimi anni sono scomparsi».

RESTIAMO IN LIBIA - Poi il manager ha ribadito che la strategia del gruppo in Libia rimane quella di sempre: continuare a operare nel Paese dove c'è la possibilità di più che raddoppiare la produzione di gas. «La nostra strategia non cambia, siamo rimasti in Libia e siamo sempre lì - ha detto - produciamo gas sopratutto per il mercato domestico. Abbiamo fatto molte scoperte e abbiamo la possibilità di raddoppiare, e anche di più, la produzione di gas e questa è un'ottima notizia per l'Europa. Siamo in attesa di una soluzione negoziale, diplomatica che però veda la Libia tutta intera e non spezzettata - ha concluso - io sono fiducioso».

GOLIAT E' PRONTA - Infine Descalzi ha affrontato il tema Goliat, la piattaforma petrolifera nel Mar di Barents che avrebbe dovuto entrare in produzione questa estate: «La piattaforma è pronta, stiamo facendo test ripetuti di sicurezza. Siamo andati li' con gli investitori la piattaforma e' li', bella lucidata». Secondo l'Eni il campo sarà operativo entro poche settimane, mentre per la stampa norvegese bisognerà attendere il 2016.