8 dicembre 2019
Aggiornato 08:00
Petrolio

Incognita Goliat

Per l'Eni la piattaforma nel Mar di Barents è pronta, si stanno facendo test ripetuti di sicurezza e dovrebbe diventare operativa in settimane. Secondo la stampa norvegese l'Autorità per la sicurezza petrolifera di Oslo non concederà l'autorizzazione ad avviare il campo entro l'anno

OSLO - «La piattaforma è pronta, stiamo facendo test ripetuti di sicurezza», ha dichiarato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in merito all'avvio del giacimento Goliat nel Mar di Barents previsto per questa estate. «Siamo andati li' con gli investitori - ha aggiunto a margine del quindicesimo Energy Summit organizzato dal Gruppo 24 Ore - la piattaforma e' li', bella lucidata». Anche dalla Norvegia il portavoce di Eni Norge Andreas Wulff ha ripetuto a Reuters quanto già dichiarato ad agosto: ci sono stati dei ritardi, «completeremo il lavoro rimanente in modo sicuro e prudente» e la produzione inizierà entro l'anno.

FT, AVVIO IN SETTIMANE - Nel frattempo è un susseguirsi di rumors sull'entrata in funzione della piattaforma petrolifera a largo delle coste norvegesi. Secondo il Financial Times, che ha citato una fonte anonima, l'impianto da 100mila barili al giorno dovrebbe essere «operativo in poche settimane» dopo due anni di ritardi. Il quotidiano economico ha ricordato che secondo alcuni analisti, per avviare il giacimento servono prezzi del petrolio tra gli 80 e i 90 dollari al barile così da ripagare l'investimento da circa 5 miliardi di euro nei 15 anni di ciclo di vita previsti.

AUTORITA' NORVEGESI NON DANNO OK - Secondo la rivista specializzata norvegese Teknisk Ukeblad invece, i piani del Cane a sei zampe di avviare Goliat entro il 2015 potrebbero saltare. Nell'articolo è riportata la dichiarazione di un anonimo vicino al dossier in cui viene spiegato che l'Autorità per la sicurezza petrolifera (Psa) norvegese non ha intenzione di rilasciare il permesso per l'operatività della piattaforma per quest'anno. La portavoce del Psa, Eileen O'Connell Brundtland, ha dichiarato: «Su Goliat c'è ancora del lavoro da fare. Fino a quando le opere non saranno completate l'autorità non darà il suo consenso, che è un prerequisito per avviare le operazioni».