13 luglio 2024
Aggiornato 18:00
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L'idroelettrico non è «green»

Dopo che nei mesi scorsi l'Università inglese di East Anglia aveva dimostrato i gravi danni alla biodiversità della foresta pluviale in Amazonia a causa della diga brasiliana di Balbina, ora dagli Usa è arrivato l'allarme per l'Artico

WASHINGTON – L'idroelettrico non è così eco-sostenibile come sembra. Dopo che nei mesi scorsi l'Università inglese di East Anglia aveva dimostrato i gravi danni alla biodiversità della foresta pluviale in Amazonia a causa della diga brasiliana di Balbina, ora dagli Usa è arrivato l'allarme per l'Artico.

Secondo i ricercatori dell'Università di Harvard l'acqua smossa dalle centrali idroelettriche fa sì che finisca in mare una quantità maggiore della neurotossina metilmercurio. Gli scienziato sono giunti a questa conclusione studiando le cascate canadesi di Muskrat sul fiume Churchill che confluisce nel lago salmastro Melville alle porte dell'Oceano Atlantico. Qui hanno verificato che la neurotossina si concentra in quantità anomale e hanno motivato la scoperta nel fatto che nell'area si mischia acqua dolce con quella salata, proprio come succede nell'Artico quando si sciolgono gli iceberg. La neurotossina viene prodotta da batteri che trovano questa condizione favorevole e finisce nella catena alimentare locale grazie al plancton che per prima se ne alimenta.

Il Canada ha intenzione di realizzare entro il 2017 una diga nell'area oggetto di studio e secondo i ricercatori l'inondazione della zona farebbe aumentare i livelli di metilmercurio, mettendo a rischio le comunità che vivono sulle rive del lago, prevalentemente indigene e dipendenti dalla pesca per la sussistenza. Per gli scienziati ciò accadrebbe in tutti i progetti di invaso previsti nella regione artica.