15 dicembre 2019
Aggiornato 09:30
Il ministro del lavoro e il presidente dell'Inps favorevoli alla riforma

Pensioni, Boeri: «Una maggiore flessibilità in uscita aiuterebbe i giovani»

Secondo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il Jobs act ha avuto effetti positivi sull'aumento degli occupati e ora bisogna intervenire sulle pensioni

ROMA (askanews) - La flessibilità nelle pensioni «secondo me non deve essere per forza a costo zero, le penalizzazioni non possono essere insostenibili». E' quanto afferma il ministro del Welfare Giuliano Poletti in una intervista al Corriere della Sera sul tema dell'introduzione della flessibilità nel sistema pensionistico. E alle sue parole fanno eco quelle del presidente dell'Inps.

Poletti: L'intervento sulle pensioni non deve essere a costo zero
Poletti chiarisce che «bisognerà fare un ragionamento complessivo nel governo, tenendo a mente che quello non è solo un intervento sulle pensioni. E che come obiettivo laterale, ma non meno importante, ha quello di aiutare l'occupazione giovanile».Il ministro del Welfare non anticipa tipi di interventi ma precisa che «non si può tornare alle regole che avevamo prima della legge Fornero. Vedremo. Discuteremo».

Maggiore flessibilità in uscita sarebbe di aiuto ai giovani
A pensarla come Poletti è anche il presidente dell'Inps. Introdurre la flessibilità nel sistema pensionistico «sarebbe di aiuto all'occupazione giovanile. E' quanto afferma Tito Boeri, intervistato a Radio Anch'io su Radio Uno. Sui dati Istat sull'occupazione, il presidente dell'Inps rileva che «quando la disoccupazione cala è un fatto positivo» aggiungendo sui numeri positivi «hanno avuto un impatto la decontribuzione e i contratti a tutele crescenti». Sull'aumento degli occupati tra gli over 55, Boeri spiega che «probabilmente è associato all'inasprimento dei criteri per l'accesso alla pensione». Per questo «credo che una flessibilità in uscita sarebbe di aiuto all'occupazione giovanile».