26 maggio 2019
Aggiornato 08:30
Dopo i dati dell'Istat

Commercio, Cia: «Crescono le vendite alimentari, ma servono le riforme per aiutare gli agricoltori»

Per Dino Scanavino, il presidente della Confederazione italiana agricoltori, bisogna trasferire il valore economico anche alle imprese agricole

ROMA (askanews) - Continua la corsa delle vendite alimentari con una crescita che, negli ultimi tre mesi, ha segnato un +0,4% in valore e a giugno un +2,3% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Lo sottolinea il presidente della Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, dopo i dati Istat sul commercio.

Cia: Se il governo aiuta l'agricoltura, a guadagnarci sarà l'economia nazionale
del 2,3%, spiega Scanavino, «ha riguardato sia le vendite nella grande distribuzione, con incrementi significativi per supermercati (+2,3%) e soprattutto discount (+4,5%), sia le vendite all'interno dei negozi di piccole dimensioni dove, fatto del tutto nuovo, gli acquisti alimentari delle famiglie sono cresciuti del 2,4% rispetto a giugno 2014. Ora però - secondo il numero uno della Cia - diventa sempre più urgente che i dati positivi delle vendite al dettaglio siano trasferiti a monte della filiera agroalimentare. L'agricoltura, essendo per sua natura particolarmente vulnerabile ed esposta alle emergenze e alla volatilità dei mercati, è una delle attività economiche che sta incontrando particolari difficoltà per uscire dalla crisi». Infatti, «mentre i valori delle vendite al consumo aumentano, i prezzi pagati agli agricoltori sono spesso insufficienti per remunerare i costi di produzione e i profitti si riducono drammaticamente».

Federdistribuzione: Per sostenere la crescita servono le riforme
«Per garantire profitti sostenibili - aggiunge Scanavino - e aumentare la redditività degli imprenditori, è urgente mettere da parte gli interventi singoli e sporadici per passare a un progetto organico di azioni che coinvolga l'intero settore e tutte le filiere. Un piano che, attraverso la messa a sistema di strumenti nazionali ed europei, possa consentire agli agricoltori di programmare il futuro con più certezze e meno rischi. A trarne beneficio - conclude - sarebbe non solo l'agricoltura, ma l'intero Made in Italy e l'economia nazionale».E dello stesso avviso è anche Federdistribuzione. Secondo il presidente, Giovanni Cobolli Gigli, arrivano segnali positivi dalle vendite al dettaglio e ora, per sostenere la crescita, è necessario andare avanti con le riforme, ridurre le tasse e avviare un piano di rilancio per il Mezzogiorno. I numeri dell'Istat «mostrano segnali di vivacità delle vendite rispetto ai mesi precedenti, con valori positivi e rialzi in tutte le formule distributive: è un fattore importante che conferisce significatività ai dati».

Bisogna ridurre la pressione fiscale e coadiuvare lo sviluppo del Mezzogiorno
«Sono indicazioni - secondo Cobolli Gigli - da prendere sicuramente con cautela, ma a fronte di tassi inflattivi sostanzialmente fermi (ad agosto ancora +0,2%) l'auspicio è che questo segnale rappresenti un primo passo di un percorso di crescita che possa irrobustirsi nel tempo, anche grazie alle condizioni economiche internazionali che permangono positive: basso prezzo delle materie prime, quantitative easing, cambio euro-dollaro favorevole. Occorre ora - aggiunge il presidente della Federdistribuzione - sostenere questi segnali di ripresa, anche per contrastare le preoccupazioni che provengono dai mercati finanziari esteri (crisi greca e cinese), che potrebbero gettare nuova incertezza sulle famiglie frenandone ancora i consumi. È indispensabile dunque attuare il piano annunciato di riduzione della pressione fiscale per famiglie e imprese, completare il programma di riforme e avviare un serio e strutturato progetto di sviluppo del Mezzogiorno».