15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Dopo le morti sul lavoro

Martina: «Dobbiamo combattere il caporalato proprio come la mafia»

Il Ministro dell'Agricoltura invita tutti coloro che ne sono a conoscenza a denunciare le situazioni irregolari per debellare il fenomeno

ROMA (askanews) - Il caporalato in agricoltura, una «piaga inaccettabile» da combattere come la mafia. Così il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina. «Queste settimane sono state funestate da gravi incidenti e morti inaccettabili sul lavoro in campo agricolo che noi non abbiamo in alcun modo intenzione di sottovalutare. In diverse zone del paese, al nord come al sud, la piaga del capolarato, del lavoro nero e irregolare è ancora presente e ramificata in particolare in alcune filiere agroalimentari. Occorre la massima mobilitazione di tutti, istituzioni, imprese, associazioni e organizzazioni sindacali per combattere questa guerra senza quartiere al caporalato e al lavoro nero in agricoltura».

Martina: Servono più controlli
E aggiunge: «Chi conosce situazioni irregolari deve denunciarle senza esitazione. È importante che le associazioni imprenditoriali e i sindacati insieme conducano una operazione capillare di informazione e presidio del territorio a partire dalle realtà maggiormente a rischio. È necessario inoltre che le istituzioni rafforzino i loro strumenti di prevenzione e contrasto del fenomeno. In questo senso abbiamo lavorato con il Ministero del lavoro sia per intensificare i controlli in questa fase che per consolidare nuove pratiche utili al contrasto permanente del fenomeno».

Arriva il "certificato di qualità" per le imprese virtuose
«La "Rete del lavoro agricolo di qualità" che abbiamo fortemente voluto dal Ministero delle politiche agricole, e che è diventata finalmente realtà in questi mesi - sottolinea il ministro nella nota - è uno strumento decisivo in questo senso. Dal primo settembre le aziende agricole potranno aderire alla Rete tramite il portare internet INPS. Per la prima volta in Italia si istituisce un sistema pubblico di certificazione etica del lavoro che riguarderà proprio le imprese agricole. Il "certificato di qualità" non sarà un semplice bollino di natura burocratica ma attesterà il percorso delle verifiche puntuali e preventive effettuate individuando e valorizzando le aziende virtuose».

Guerra aperta al caporalato
«Il coordinamento tra istituzioni e parti sociali sarà ulteriormente rafforzato con il completamento dell'iter parlamentare del "collegato agricoltura" che prevede l'adesione alla Rete, attraverso la stipula di convenzioni, degli sportelli unici per l'immigrazione, delle istituzioni locali, dei centri per l'impiego e degli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura", prosegue Martina e conclude: "Questo è solo un primo passo, ma può fare davvero la differenza se utilizzato con continuità e attenzione da parte di tutti. La nostra deve essere una battaglia senza sosta e senza quartiere alla piaga del caporalato e del lavoro nero in agricoltura».