5 aprile 2020
Aggiornato 02:30
Il ministro risponde a Barbagallo

La replica della Madia: «Sono arrivata ma i sindacati se n'erano già andati»

Il ministro scrive su Facebook di essere solidale con i sindacati, ma di volere un confronto di merito e non puramente ideologico

ROMA (askanews) - Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, replica ai sindacati scesi in piazza per il rinnovo dei contratti della PA postando un messaggio sul suo profilo Facebook.

Madia: Il confronto deve essere di merito e non ideologico
«Sono da sempre disponibile a un confronto di merito e non ideologico. Per questo ho voluto parlare direttamente con le persone, con i lavoratori per spiegare loro che da tempo, anche prima della pronuncia della Consulta, ho definito il blocco contrattuale un'anomalia». E' quanto scrive il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, sul suo profilo social ricordando di aver raggiunto la manifestazione dei lavoratori pubblici, davanti alla sede del ministero, verso la fine del presidio. «Non da oggi sono per una riapertura della contrattazione - prosegue - e non a caso ho chiesto all'Aran, in occasione dell'elezione delle nuove Rsu, di poterle aggiornare nei 4 comparti, numero previsto dalla legislazione vigente per riaprire la contrattazione».

Quando sono arrivata, Barbagallo se n'era già andato
Madia dice che «ora è il momento di chiudere la delega con l'approvazione definitiva del Senato per dare certezze di regole e tempi ai cittadini e alle imprese che si rivolgono all'amministrazione pubblica. Quando, nell'ambito della discussione della prossima legge di stabilità, avremo l'entità delle risorse disponibili per i contratti pubblici riapriremo la contrattazione bloccata dai governi precedenti. Non è il momento delle polemiche sterili. Leggo dal segretario della Uil, Carmelo Barbagallo, che sarei una vergogna internazionale per non aver incontrato i sindacati. Sono arrivata, ma lui se n'era già andato. Resto convinta che sia necessario avere con le organizzazioni sindacali e con tutti i lavoratori un confronto, purché sia sempre aperto e di merito».

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