20 gennaio 2022
Aggiornato 14:00
Borse

La Cina spaventa ancora i mercati

Piazza Affari in pesante ribasso al giro di boa di metà seduta in scia al nuovo crollo della Borsa di Shanghai e al timore di una frenata dell'economia del gigante asiatico, con i profitti delle grandi imprese cinesi scesi a giugno dello 0,3%.

MILANO (askanews) - Piazza Affari in pesante ribasso al giro di boa di metà seduta in scia al nuovo crollo della Borsa di Shanghai e al timore di una frenata dell'economia del gigante asiatico, con i profitti delle grandi imprese cinesi scesi a giugno dello 0,3%. A Milano l'indice principale Ftse Mib perde il 2% a 23.050 punti. Male anche gli altri listini europei, con Parigi e Francoforte che lasciano sul terreno l'1,8% circa.
Tra le blue chip maglia nera ad Azimut (-4,2%), Mediolanum (-4,1%) e Fca (-4%) dopo l'accordo negli Usa sul tema delle campagne di richiamo.
Sul mercato obbligazionario si attesta in area 120 punti lo spread tra Btp e Bund, con il rendimento del decennale italiano all'1,88%.

Crollo record alla borsa di Shanghai (-8,47%)
L'indice Ssec archivia un lunedì nero con un tonfo dell'8,47%, scivolando a 3.725 punti. Dopo aver sueprato la soglia dei 4mila punti sono scattate le vendite facendo scendere l'indice di oltre 300 punti. Rispetto al picco del 12 giugno la borsa cinese ha perso quasi 2mila punti. Il crollo odierno è il maggiore da oltre otto anni.
Gli investitori non credono a una stabilizzazione del mercato azionario a breve termine nonostante le misure varate dalle autorità per tentare di arginare l'ondata di vendite esplosa a metà giugno.
A rendere il clima ancor più cupo le indicazioni che arrivano dall'economia reale. L'istituto statistico oggi ha reso noto che i profitti delle grandi imprese a giugno sono scesi dello 0,3% su base annuale.