20 gennaio 2022
Aggiornato 15:00
Efficienza energetica

L'UE precisa: sui condizionatori non c'è una tassa, ma l'obbligo di ispezione periodica

Per la Rappresentanza in Italia della Commissione europea si tratta di «assicurare la corretta manutenzione degli impianti di condizionamento» più potenti, cioè superiori a 12 kW ovvero capaci di raffreddare ambienti di almeno 160 metri quadrati

ROMA - «L'Ue non impone nessuna tassa sui condizionatori delle famiglie italiane, si tratta solo di garantire ispezioni periodiche ai condizionatori più potenti, cioè superiori a 12 kW ovvero capaci di raffreddare ambienti di almeno 160 metri quadrati. Non cambia nulla per i condizionatori presenti nella maggior parte delle nostre case e dei piccoli negozi». Il chiarimento è arrivato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che ha voluto smentire sul proprio sito, nel consueto #UEverofalso, qualsivoglia «tassa sull'aria fresca» made in Bruxelles.

DECIDERÀ L'ITALIA, NON L'UE - «A sentire alcuni organi di stampa italiani, una recente norma Ue imporrebbe una tassa sui condizionatori casalinghi, con una spesa media per famiglia di circa 200 euro. Questo ovviamente non è vero», ha affermato la Rappresentanza dell'esecutivo comunitario. Dunque, «nessun colpo di calore dei funzionari europei, solo un po' di confusione». Innanzitutto per Bruxelles «non si tratta di una tassa», ma di «assicurare la corretta manutenzione degli impianti di condizionamento». Le norme europee (articolo 15 della direttiva 2010/31/Ue) prevedono poi che siano «i singoli Stati» a stabilire le misure necessarie per valutare periodicamente se i condizionatori sono efficienti e adeguati rispetto alla necessità di rinfrescare l'edificio in cui sono installati.

NESSUN COSTO PER FAMIGLIE - Ma sono in arrivo nuovi costi per le famiglie italiane? «No - ha precisato la Rappresentanza -. Queste regole europee si applicano solo agli impianti di condizionamento d'aria la cui potenza nominale è superiore a 12 kW, ovvero per impianti che raffreddano ambienti di almeno 160 metri quadrati. Si tratta, per esempio, di condizionatori installati in grandi uffici, centri commerciali, grandi supermercati e spazi ampi accessibili al pubblico. Sono invece esclusi i condizionatori presenti nella grande maggioranza delle nostre case e dei piccoli negozi, perché hanno una potenza notevolmente inferiore ai 12 kW».

A COSA SERVE L'ISPEZIONE PERIODICA - Ma perché obbligare alla manutenzione periodica? «L'ispezione periodica degli impianti di condizionamento aiuta a migliorare il rendimento energetico dell'impianto, contribuendo a una maggiore efficienza e a una riduzione dei costi della bolletta energetica». Di nuovo, sono gli Stati membri a decidere quanto spesso ispezionare gli impianti. Tenendo in conto comunque due fattori: i costi legati all'ispezione dell'impianto di condizionamento d'aria e il risparmio energetico previsto che potrebbe derivarne. E perché introdurre l'obbligo di manutenzione in piena estate? «In realtà la direttiva europea è stata approvata nel 2010 - ha concluso la Rappresentanza della Commissione Ue in Italia -. In Italia la norma è stata introdotta due anni fa, tramite il Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito poi in legge dal Parlamento italiano nella seduta n. 61 del 30 luglio 2013. Le norme più controverse, quelle relative al libretto per i climatizzatori dove riportare gli interventi di ispezioni, sono già in vigore dal 1° ottobre 2014».