16 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Agroalimentare

Il Ttip mette a rischio il Parmigiano Reggiano

Il Consorzio per la tutela del formaggio italiano fra i più apprezzati e anche «taroccati» al mondo teme che con l'approvazione del trattato commerciale fra Ue ed Usa, possano nascere nuove contraffazioni sul mercato statunitense, stimate in circa 100mila tonnellate all'anno

BRUXELLES – Il Consorzio del Parmigiano Reggiano teme che con l'approvazione dei negoziati TTIP tra Unione Europea e Stati Uniti, negli Usa possano nascere nuove contraffazioni sul mercato statunitense, stimate in circa 100mila tonnellate all'anno.

IL PARMESAN TAROCCO - Il formaggio italiano fra i più apprezzati e anche «taroccati» al mondo, è stato la prima Dop italiana a registrarsi in America (nel 1992), ma ancora subisce gli effetti di una concorrenza sleale fondata sull'inganno che si compie anche contro i consumatori, ai quali il «parmesan» viene offerto in modo massiccio connotandolo con elementi grafici, riportati sulle confezioni, che si richiamano esplicitamente (tricolore, bandiere, bollini) all'Italia. Anche per questi motivi il direttore dell'Ente di tutela del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, mercoledì 15 luglio sarà a Bruxelles, dove parlerà davanti alla Commissione dell'Unione Europea dei problemi aperti in un Paese che rappresenta il terzo importatore al mondo del prodotto caseario, con una quota del 17,6 per cento delle esportazioni totali di Parmigiano.

CONSUMATORI INGANNATI - «Un confronto - ha spiegato Deserti - da noi richiesto e accolto dalla Commissione nell'ambito dei negoziati TTIP tra Unione Europea e Stati Uniti. E' evidente che per parte nostra la vera e radicale  battaglia è finalizzata a conseguire lo stesso risultato ottenuto in ambito europeo, cioè a ricondurre il termine 'parmesan' in modo esclusivo al Parmigiano Reggiano. Ma, nell'immediato, l'obiettivo prioritario è quello di far sì che scompaiano proprio questi richiami che fanno pensare al prodotto originale proveniente dall'Italia, traendo in inganno i consumatori e limitando (proprio con una presenza stimata in 100.000 tonnellate) le nostre possibilità di espansione su un mercato che è proprio alla ricerca di un prodotto certificato, naturale, artigianale e simbolo d'eccellenza italiana». Il direttore del Consorzio ha concluso: «Insieme alla forte azione politica della Ue e proprio alla luce di questa richiesta del mercato contiamo molto anche sulla sensibilità delle autorità sanitarie americane. Un segnale incoraggiante, infatti, è arrivato proprio nei giorni scorsi quando la Fda, l'autorità sanitaria americana, ha imposto il ritiro dal mercato Usa di quasi 15.000 chili di 'parmesan' perchè non indicava in etichetta la presenza dell'additivo Lisozima, un allergene derivato dall'uovo, assolutamente vietato nella produzione di Parmigiano Reggiano».