29 novembre 2021
Aggiornato 08:30
Nucleare & Ambiente

Deposito nazionale delle scorie radioattive: tutto ancora segreto per colpa degli alieni

Terzo rinvio per la pubblicazione della Carta nazionale dei siti potenzialmente idonei ad ospitare i rifiuti atomici italiani. Sembrerebbe che dietro tanto riserbo ci sia la totale assenza di un reale parere sismologico dietro la mappa. Solo uno scienziato sarebbe stato interpellato, uno che si disse convinto che i fuochi di Caronia fossero di origine extraterrestre, non dolosa

ROMA – Altro rinvio, siamo al terzo, per la pubblicazione della Carta nazionale dei siti potenzialmente idonei ad ospitare il deposito delle scorie radioattive italiane (Cnapi) che avrebbe dovuta essere desecreatata per la prima decade di luglio. La mappa contenente le aree adatte ad accogliere il sito, selezionate seguendo 15 parametri fissati nella Guida tecnica per la localizzazione che ha escluso fra le altre le aree vulcaniche e sismiche, non sarebbe pubblicabile in quanto la valutazione sulla possibilità che si scateni un terremoto là dove verranno stoccati 90mila metri cubi di rifiuti atomici è stata fatta molto alla leggera. L'unico scienziato ad essere interpellato dall'Ispra sarebbe un cultore delle interferenze extraterrestri sulla tera, uno che si disse convinto che i fenomeni di apparente autocombustione, che per lungo tempo hanno disturbato i cittadini di Caronia in Sicilia, fossero di origine aliena e non dolosa, come sostiene invece la Procura di Patti.

CHIAPPINI GLI ET E NON SOLO - In pratica «l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) non avrebbe dato alcun parere di natura sismologica, che è una sua indubbia e indiscussa competenza, per la redazione del rapporto 'Criteri per la localizzazione del Deposito Nazionale delle scorie nucleari', prodotto dall'Ispra, ente di ricerca vigilato dal Ministero dell'Ambiente», come ha denunciato il 25 novembre scorso senza mai essere smentito l'ex presidente dell'Ingv, Enzo Boschi su Il Foglietto della Ricerca. Nello stesso articolo Boschi ha ricordato come l'unico ricercatore ad essere interpellato dall'Ispra per redarre la carta è Massimo Chiappini, «indubbiamente simpatico e gentile, ma con esperienze sismologiche non acclarabili», ha scritto il geofisico. Chiappini infatti al momento ricopre un ruolo di addetto amministrativo nella sezione Roma 2 dell’Ingv. Oltre a non poter vantare grandi titoli scientifici, è lui che sostenne l'ipotesi Et per i fenomeni di Caronia, Chiappini è stato segnalato dal responsabile dell’ufficio Prevenzione della corruzione dell’Ingv, Tullio Pepe, come partecipante ai consigli di amministrazione di Crati Scarl e Maris Scarl. Secondo Pepe queste posizioni sarebbero in conflitto di interesse con il ruolo ricoperto nella sezione Roma 2 e quindi ne ha chiesto la rimozione.

I RIFIUTI AD ALTA INTENISTÀ DOVE ANDRANNO? - La Cnapi comunque «sarà consegnata 'a giorni' ai diretti interessati», ha spiegato l'Ispra a ilfattoquotidiano.it, ma anche quando sapremo dove potrebbe sorgere il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, non conosceremo che fine faranno i 15mila metri cubi di materiale altamente radioattivo che saranno «temporaneamente» stoccati nel sito. Il ministero dello Sviluppo, replicando a un'interrogazione del Pd in commissione Attività produttive della Camera ha ammesso che a oggi non si sa che farne: «Si conferma quanto affermato dall'interrogante circa la necessità in futuro di dare una sistemazione definitiva anche ai rifiuti radioattivi ad alta attività. Le basse quantità di rifiuti ad alta attività dell'Italia non giustificano dal punto di vista tecnico ed economico un deposito nazionale ad hoc ma piuttosto fanno guardare con interesse ad ipotesi di strutture gestite a livello comunitario».