26 giugno 2017
Aggiornato 05:30
Intanto Ankara autorizza le indagini per la tratta marina

Turkish stream interessa a Intesa San Paolo

Lo ha annunciato Antonio Fallico, presidente di Intesa Russia, controllata russa del gruppo bancario italiano. «Sarebbe un progetto interessante, dal momento che abbiamo già una certa esperienza in questo campo: ricordo che abbiamo finanziato il Blue Stream, abbiamo cofinanziato il Nord Stream e quindi questo progetto potrebbe essere di nostro grande interesse», ha spiegato

MOSCA – Intesa San Paolo è interessata a finanziare il gasdotto Turkish stream. Lo ha annunciato Antonio Fallico, presidente di Intesa Russia, controllata russa del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, ad askanews.

INTESA SAN PAOLO, PROGETTO INTERESSANTE - «Sarebbe un progetto interessante, dal momento che abbiamo già una certa esperienza in questo campo: ricordo che abbiamo finanziato il Blue Stream, abbiamo cofinanziato il Nord Stream e quindi questo progetto potrebbe essere di nostro grande interesse», ha spiegato Fallico. «Noi continuiamo ad operare in Russia come sempre - ha proseguito - come banca commerciale. La banca in quanto tale non fa investimenti, ma finanzia le aziende italiane che hanno a che fare con il mercato russo. E come sussidiaria, finanziamo le aziende russe del settore, piccole e medie imprese, e corporate». Intervistato da Rio Novosti, il presidente di Intesa Russia ha detto che nei mesi scorsi il suo istituto di credito ha dato credito a Gazprom per 350 milioni di euro.

ANKARA DA' OK A GAZPROM PER TRATTA MARINA - Intanto il colosso del gas russo ha annunciato di aver ricevuto l'autorizzazione da parte del governo turco per dare il via alle indagini ingegneristiche sulla tratta marina di Turkish stream. Ankara ha concesso a Gazprom di iniziare i rilievi per la posa della prima tratta delle tubature, sulle sue acque territoriali e di competenza economica esclusiva. La Turchia inoltre ha confermato che per quanto riguarda la tratta offshore del gasdotto, si potrà utilizzare la valutazione di impatto ambientale già redatta per il precedente progetto di South stream, che a grandi linee segue lo stesso percorso nel Mar Nero. In quel bacino saranno posate quattro linee di tubi, ognuna dalla capacità di 15,75 miliardi di metri cubi l'anno, che correranno sotto il livello del mare per 660 chilometri, per poi proseguire lungo la penisola Anatolica per altri 250 chilometri in direzione del confine turco-greco. Da lì il metano russo potrà raggiungere l'Europa grazie al gasdotto South European, sul quale è stato raggiunto un accordo fra Mosca e Atene nei giorni scorsi.

CADUTI OSTACOLI IN TURCHIA - Nelle scorse settimane il ministro dell'Energia turco, Taner Yildiz, aveva definito il progetto di Turkish stream non «abbastanza maturo», aggiungendo però che il suo Paese ha intenzione di realizzarlo: «Dato che il progetto coinvolge la questione delle zone economiche esclusive, dobbiamo avere il permesso relativo del nostro ministero degli Esteri. Rappresentanti del ministero mi hanno detto di non aver avuto i documenti necessari dalla parte russa. Queste procedure vanno completate, se saranno completate entro fine giugno parleremo dei dettagli finali». Il ministero dell'Ambiente turco invece aveva ricordato a fine maggio che per il gasdotto mancava la documentazione di impatto ambientale. Ora con i recenti annunci da parte della autorità di Ankara non ci dovrebbero essere più ostacoli per l'inizio dei lavori nel più breve periodo possibile, come auspicato da Gazprom