22 gennaio 2021
Aggiornato 06:30
Tariffe incentivanti saranno pagate ogni 2-4 mesi

Il fotovoltaico crolla e il governo ritarda i pagamenti degli incentivi

«Se paragoniamo i primi quattro mesi del 2014 con gli attuali, si nota una diminuzione di circa il 50%, senza dimenticare che il 2014 stesso aveva chiuso con un calo di oltre il 70% rispetto al 2013», spiega il vicepresidente di Anie Rinnovabili, Alberto Pinori. Il M5s attacca l'ennesimo «bluff di Renzi sul cosiddetto decreto 'taglia bollette'»

ROMA – Crollo del 50 per cento del fotovoltaico in Italia, nei primi quattro mesi del 2015. Lo ha reso noto Anie Rinnovabili, l'associazione che rappresenta le imprese costruttrici di componenti e impianti per la produzione di energia da solare, eolico, biomasse e geotermia, mini idraulico, sulla base della rielaborazione dei dati Gaudì.

-50% SU 2014 E -70% SU 2013 - «Siamo di fronte a dati che si riferiscono ad un quadrimestre, pertanto si tratta di dati statistici e non più di dati isolati - commenta il vicepresidente di Anie Rinnovabili, Alberto Pinori. - Se paragoniamo i primi quattro mesi del 2014 con gli attuali, si nota una diminuzione di circa il 50%, senza dimenticare che il 2014 stesso aveva chiuso con un calo di oltre il 70% rispetto al 2013. Se il trend non migliorerà dobbiamo riconoscere che il mercato si attesterà sui 250 Mw, valore ben lontano dai 500 Mw previsti nei forecast di vari consulenti del settore e dai 400 Mw circa connessi nel 2014. Un dato veramente troppo contenuto anche per chiamarsi mercato».

PRIMA LA LOMBARDIA, ULTIMA LA VALLE D'AOSTA - Nel primo quadrimestre dell'anno la potenza totale connessa nello Stivale è di 78,11 Mw, così ripartita: 16,74 Mw a gennaio, 21,49 Mw a febbraio, 21,11 Mw a marzo e 18,77 Mw ad aprile. Se si paragonano i risultati di questi mesi con gli stessi del 2014, si nota un calo di circa il 50 per cento. Per quanto riguarda le classi di potenza, gli impianti di media e piccola taglia dimostrano una buona tenuta: si tratta degli impianti del settore residenziale, di potenza compresa tra 3 e 6 kw con un potenza installata pari a 30,52 Mw. Al secondo posto gli impianti di potenza compresa tra 20 e 200 kw, propria del settore industriale, con 15,96 Mw di potenza connessa. Le regioni più attive in termini di potenza connessa sono la Lombardia con 11,91 Mw installati, Emilia Romagna con 11,60 Mw e Veneto 10,04 Mw. Fanalini di coda la Basilicata con 0,33 Mw, il Molise con 0,40 Mw e la Valle D'Aosta con 0,14 Mw.

M5S, BLUFF DI RENZI SU TAGLIA BOLLETTE - Intanto una brutta notizia per i proprietari di piccoli impianti solari (inferiori a 20 kWp): i pagamenti degli incentivi non saranno più corrisposti su base mensile bensì ogni 2-4 mesi, come stabilito dal decreto ministeriale del 16/ottobre 2014. Sulle barricate il Movimento 5 stelle, che ha parlato dell'ennesimo «bluff di Renzi sul cosiddetto decreto 'taglia bollette'». In un'interrogazione dei senatori Gianni Girotto e Gianluca Castaldi il M5s ha denunciato la «manipolazione dei diritti di centinaia di migliaia di soggetti che hanno realizzato con sacrifici impianti solari fidandosi delle regole che ora sono state stravolte. Per legge, infatti, dal 2015 le tariffe incentivanti dovrebbero essere pagate con cadenza mensile, in misura pari al 90% della producibilità media annua. Poi il conguaglio del rimanente 10% arriva entro il 30 giugno dell'anno successivo». Con il nuovo decreto però sono cambiate le regole applicative del GSE e i pagamenti in acconto saranno effettuati con un meccanismo dilatorio. Il testo recita: «Qualora sia stata superata una soglia di importo a 100 euro con cadenza quadrimestrale per gli impianti fino a 3 kW, trimestrale per quelli da 3kW a 6kW e bimestrale per gli impianti che vanno da 6kW a 20kW». Rimane il pagamento a 30 giorni solo per gli impianti superiori a 20kW, «che sono la parte meno consistente», hanno spiegato i due senatori che hanno sottolineato che così facendo «si impedisce ai proprietari dei piccoli impianti di rientrare nell'investimento entro i tempi previsti» e si «simula un effetto di riduzione della bolletta che non ci sarà».