25 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
I Nobel dell'economia dichiarano guerra alle multinazionali

Google e Apple a rischio con la minimum tax

Joseph Stigliz, durante il festival dell'Economia di Trento, ha lanciato una proposta rivoluzionaria per combattere l'evasione fiscale dei colossi di Wall Street, che danneggia governi e cittadini. Ecco di cosa si tratta.

ROMA – Una, nessuna e centomila. Questa è la pirandelliana condizione delle multinazionali che hanno il fatturato più grande del mondo, e sfruttano il «principio delle entità separate» per evadere il fisco. I loro privilegi, però, rischiano di finire molto presto perché contro di essi si sono appena scagliati i Nobel dell’economia mondiale.

Perché Apple e Google frodano l’economia mondiale
Da parte delle multinazionali è in corso una gigantesca elusione fiscale senza esclusione di colpi, che danneggia le economie nazionali ed esaspera le disuguaglianze tra i redditi. E’ il caso, per esempio, di Apple e Google, le regine di Wall Street. Questi colossi multimiliardari riescono a pagare aliquote fiscali vicine allo zero, nonostante i loro profitti da capogiro. Ci riescono perché sfruttano il «principio delle entità separate», in base al quale possono scorporare la loro identità contabile in unità più piccole, apparendo così agli occhi del fisco come un’insieme di aziende diverse tra loro. Si tratta di un escamotage assai remunerativo, perché se invece si qualificassero come un’unica, grande multinazionale, le tasse sarebbero ben più costose.

L’appello di Stiglitz e Krugman
La stessa Apple, per esempio, può così decidere di scorporare in Irlanda una sua filiale (in modo che venga tassata soltanto al 2% sui suoi profitti), salvo poi scegliere di trasferirvi gran parte dei suoi introiti dal resto del mondo per sfruttare al meglio questo privilegio fiscale. E’ uno status quo che danneggia tutti: governi e cittadini. E’ per questo che, durante il Festival dell’Economia di Trento, è stata lanciata una proposta rivoluzionaria. I premi Nobel dell’Economia, da Joseph Stiglitz a Paul Krugman  tanto per citarne due, hanno fondato la neonata Indipendent Commission for the Reform of International Corporate Taxation (Icrict) che ha, tra i suoi obiettivi, quello di combattere proprio l’elusione fiscale dei giganti economici internazionali.

Arriva la «minimum tax» per combattere l’erosione fiscale
Ne fanno parte, tra gli altri, José Antonio Ocampo, già vicesegretario Onu e ministro delle Finanze della Colombia, l'europarlamentare francese Eva Joly che da giudice condusse le indagini sulla prima tangentopoli parigina, Rosa Pavanelli, Jayati Ghosh, e ong come Action Aid, Christian Aid, Oxfam, The Global Alliance for Tax Justice, The World Council of Churches, Terre Solidaire, The Council for Global Unions. L’Icrict chiede l’eliminazione del «principio delle entità separate» perché – si legge nel testo della sua dichiarazione d’intenti – «Le imprese multinazionali agiscono come entità uniche e come tali devono essere tassate.» Il primo passo consiste nell’introduzione di una «minimum tax» sui loro profitti, da applicarsi indistintamente a tutte le filiali. Anche l’Ocse, l’organizzazione con sede a Parigi che riunisce tutti i paesi sviluppati, sta lavorando a un piano per combattere l’erosione fiscale e la delocalizzazione dei profitti. Si tratta di un cambiamento epocale, perché fino a qualche anno fa nessuno si sarebbe sognato di far la guerra a Apple e Google. Ora, invece, il vento sta decisamente cambiando.